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Gasolio europeo, tensioni sulle forniture e prezzi in rialzo

Stop export russi e provviste saudite carenti sostengono il mercato Ara

Il mercato europeo dei distillati resta sotto pressione, mentre il differenziale del gasolio nell’area Amsterdam-Rotterdam-Anversa ha raggiunto il 16 settembre 85,16 dollari al barile, un valore sostanzialmente allineato a quello del jet fuel. Sullo sfondo pesano sia le difficoltà dell’offerta saudita sia le persistenti criticità delle infrastrutture energetiche russe.

La compagnia polacca Orlen ha comunicato il 16 settembre di aver concluso accordi per ulteriori 16 carichi di greggio, destinati a colmare le forniture mancanti dall’Arabia Saudita. Parallelamente, Mosca ha esteso fino alla fine di ottobre il blocco completo delle esportazioni di gasolio.

Secondo William O'Neil, principal analyst di S&P Global Energy Cera, gli attacchi condotti da Russia ed Ucraina contro le reciproche infrastrutture energetiche continuano ad influenzare gli equilibri commerciali. "L'eventuale tregua energetica tra i due Paesi in questa fase è molto precaria e non garantisce un rapido ritorno delle raffinerie russe ai livelli di produzione precedenti a giugno", ha affermato.

Negli Stati Uniti, S&P segnala inoltre che il leader della maggioranza al Senato, John Thune, si è detto disposto ad esaminare un possibile divieto delle esportazioni di gasolio con l’obiettivo di frenare l’incremento dei prezzi. Per gli operatori europei, tuttavia, l’adozione di tale provvedimento appare improbabile. "Il mercato non sta prendendo sul serio il potenziale divieto di esportazione statunitense", ha dichiarato un trader europeo del gasolio.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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