Nomine e "porte girevoli": Benedetta Fiorini approda in ITA Airways, ma riemergono i dubbi legali e di governance
La nomina riapre il confronto su compatibilità, indipendenza e controlli societari
Dall'ente regolatore (ENAC) alla compagnia di bandiera, fino alla poltrona nel Cda di Eni: riflettori puntati sul potenziale rischio pantofluage e sul rispetto dei requisiti di indipendenza.
Con una nota ufficiale rilasciata dall'Amministratore Delegato Joerg Eberhart, ITA Airways ha annunciato la nomina di Benedetta Fiorini nel ruolo di Chief Marketing & Communication Officer. Una scelta strategica voluta dai vertici della compagnia aerea per "rafforzare la squadra manageriale" e accompagnare il vettore nel percorso di crescita e integrazione nel gruppo Lufthansa.
Tuttavia, oltre all'entusiasmo per il nuovo tassello dirigenziale, l'operazione riaccende il dibattito e i riflettori su importanti questioni giuridiche e di corporate governance, che spaziano dal divieto di pantouflage all'effettiva indipendenza dei consiglieri d'amministrazione nelle partecipate pubbliche.
Il passaggio di Benedetta Fiorini a vertice operativo di ITA Airways porta al centro dell'attenzione la disciplina sul pantouflage (o norma "anti-porte girevoli", prevista dall'art. 53, comma 16-ter del D.Lgs. 165/2001 e dai regolamenti di settore dell'aviazione).
Fiorini ha infatti ricoperto l'incarico di membro del Consiglio di Amministrazione dell'ENAC (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile), l'autorità pubblica incaricata di regolamentare e vigilare sul trasporto aereo in Italia, adottando delibere e provvedimenti direttamente impattanti sui vettori operanti nei cieli italiani.
La normativa sul pantouflage vieta espressamente ai dipendenti o componenti degli organi di enti pubblici che hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali di assumere incarichi o rapporti lavorativi presso soggetti privati/imprese regolate nei tre anni successivi alla cessazione del mandato pubblico (termine estendibile o specificato dai regolamenti d'ente). La transizione diretta dall'organo di controllo e vigilanza di un settore strategico ad un ruolo dirigenziale di rilievo all'interno della principale compagnia controllata suscita pertanto forti perplessità in termini di compatibilità e conformità normativa.
A complicare il quadro della governance vi è il contestuale ruolo ricoperto da Benedetta Fiorini all'interno del Consiglio di Amministrazione di ENI.
Il profilo del potenziale conflitto d'interessi e della tenuta dei requisiti di indipendenza (definiti dal Codice di Corporate Governance delle società quotate e dal Testo Unico sulle Società Partecipate - TUSP) emerge con forza alla luce dell'assetto proprietario:
1. ITA Airways è una società direttamente controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF).
2. ENI vede a sua volta nel MEF (unitamente a Cassa Depositi e Prestiti) il proprio azionista di riferimento e di controllo pubblico.
Ricoprire un ruolo dirigenziale di vertice con diretta dipendenza gerarchica in una società integralmente controllata dal MEF (ITA Airways) e, contemporaneamente, sedere come amministratore (spesso indicato come indipendente) nel board di un colosso partecipato dal medesimo azionista pubblico (ENI) si pone in stridente contrasto con i rigidi criteri di indipendenza previsti dalle normative borsistiche. L'esistenza di un vincolo di subordinazione o dipendenza economica/professionale da una società del medesimo perimetro pubblico d'influenza rischia di inficiarne l'autonomia di giudizio richiesta ai consiglieri di amministrazione.
Mentre l'AD Eberhart evidenzia come le competenze maturate da Fiorini tra pubblico e privato rappresentino un valore aggiunto per consolidare il posizionamento del marchio, le perplessità sollevate da osservatori ed esperti di diritto societario richiedono chiarimenti immediati, onde evitare che questioni di compliance o potenziali rilievi dell'ANAC e della CONSOB possano adombrare il percorso di rilancio ed espansione internazionale della compagnia di bandiera.
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