Washington valuta restrizioni aeronautiche per negoziare con Pechino
Licenze e ricambi Boeing diventano leva sui flussi cinesi di terre rare
Le forniture aeronautiche statunitensi alla Cina stanno assumendo un rilievo diretto nel confronto commerciale fra Washington e Pechino. Secondo fonti informate citate da "Reuters", l'amministrazione Trump ritiene che la dipendenza dell'industria cinese da determinati produttori Usa possa costituire uno strumento negoziale, in particolare nel dossier dell'accesso alle terre rare cinesi.
Nelle ultime settimane il dipartimento del commercio avrebbe dilatato i tempi di rilascio delle autorizzazioni all'esportazione per componenti destinati al mercato cinese. Le fonti riferiscono inoltre che sono allo studio disposizioni capaci di agevolare eventuali restrizioni sulle forniture di carrelli di atterraggio e di altri apparati aeronautici.
L'attenzione dell'amministrazione riguarderebbe anche Comac, il costruttore cinese di velivoli commerciali. Il Dipartimento del Commercio starebbe riducendo la quantità di componenti approvabili per l'azienda, con l'obiettivo di impedirle di accumulare scorte.
La questione coinvolge altresì i ricambi richiesti dalla Cina per 200 aerei Boeing acquistati in primavera. Pechino avrebbe domandato garanzie sulle forniture per diversi anni, ma gli Stati Uniti sarebbero poco propensi a concederle: anche la disponibilità di parti di ricambio viene considerata una leva nel negoziato.
Il rallentamento si inserisce nel quadro dell'intesa con cui Stati Uniti e Cina hanno convenuto una riduzione di alcuni dazi e l'estensione della tregua commerciale fino al 10 gennaio 2027. La proroga offre alle due delegazioni ulteriore tempo per affrontare i nodi tuttora irrisolti.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency