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Fiumicino ricorda Linate: sicurezza e dignità del lavoro

A 25 anni dal disastro aereo, focus su prevenzione e benessere dei lavoratori aeroportuali

La sicurezza aeroportuale come responsabilità condivisa, estesa anche al benessere psicologico di chi lavora: è il messaggio emerso oggi a Fiumicino, nella Parrocchia aeroportuale Santa Maria degli Angeli, durante l’incontro dedicato alla memoria delle 118 persone morte nel disastro aereo di Linate dell’8 ottobre 2001.

L’iniziativa, intitolata “Lavoro, Salute e Sicurezza in ambito aeroportuale”, ha segnato il 25esimo anniversario della tragedia con la deposizione di una corona di fiori in ricordo delle vittime. Promosso dalla Pastorale sociale e del lavoro, giustizia e pace e custodia del creato della Conferenza episcopale Lazio, dal Movimento Lavoratori e dall’Azione Cattolica, l’appuntamento ha posto al centro la dignità del lavoro e la prevenzione dei rischi, a ridosso della Giornata mondiale per il lavoro dignitoso, istituita dall’Onu e celebrata il 7 ottobre.

Testimonianze e contributi istituzionali hanno accompagnato l’approfondimento tecnico affidato al generale Luca Valeriani, presidente dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv), che ha trattato i profili della prevenzione e della protezione della sicurezza nel contesto aeroportuale.

Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Fiumicino, Mario Baccini, Alberto Valenza, Senior Vice President Human Capital, Organization & Procurement di Aeroporti di Roma, Marilena Blasi, Chief Commercial Officer di Aeroporti di Roma, il parroco Giovanni Soccorsi, oltre ad autorità civili e militari.

Le conclusioni sono state affidate a Gianrico Ruzza, vescovo della Diocesi di Porto e Santa Rufina e delegato della Cei per la pastorale sociale e del lavoro, giustizia e pace e custodia del creato. “Lavoro vuole dire partecipazione e quindi siamo tutti corresponsabili. Nell’ambito della sicurezza vorrei sottolineare anche la protezione dell’interiorità delle persone. Vanno garantiti tempi e condizioni di lavoro che tutelino la serenità psicologica del lavoratore e di conseguenza della sua famiglia. Questo comporta la diffusione di una cultura della sicurezza in termini educativi per comprenderla non come un obbligo ma un’opportunità di crescita personale e sociale”.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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