Comiso, Dipasquale: servono incentivi stabili per le rotte
Il deputato Pd chiede un piano regionale continuativo per rilanciare il "Pio La Torre"
Le recenti dichiarazioni rese a "Repubblica" da Eddie Wilson, amministratore delegato di Ryanair, riaprono il confronto sul futuro dell’aeroporto "Pio La Torre" di Comiso e sulle ragioni dell’uscita della compagnia dallo scalo nel 2023. Per Nello Dipasquale, deputato regionale del Partito Democratico all’Ars, le parole del manager confermano una lettura che il Pd aveva già esposto pubblicamente nell’aprile di tre anni fa.
"Le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Ryanair Eddie Wilson rappresentano l’ennesima conferma di quello che sosteniamo da tempo e che denunciammo pubblicamente già nell’aprile del 2023, quando Ryanair lasciò il Pio La Torre", afferma Dipasquale. L’esponente democratico richiama la mobilitazione del 24 aprile 2023 davanti all’ingresso dell’aeroporto, alla quale parteciparono il Partito Democratico provinciale ed il segretario regionale Anthony Barbagallo.
Secondo Dipasquale, in quella circostanza il tema centrale era già la mancanza di una strategia regionale stabile a sostegno dello scalo e dei collegamenti aerei. Il parlamentare torna sul paragone con Trapani: a Birgi, sostiene, nel corso degli anni era stato attivato un sistema continuativo di incentivi, utile a favorire l’avvio e la permanenza delle rotte nonché l’interesse dei vettori, mentre Comiso non avrebbe beneficiato di un’impostazione analoga.
"Non lo diciamo oggi perché parla Ryanair, ma lo dicevamo già allora, quando davanti all’aeroporto chiedevamo alla Regione di stanziare risorse specifiche e costanti per consentire a Comiso di competere ad armi pari con gli altri aeroporti minori", dichiara. Dipasquale attribuisce al governo Crocetta un intervento orientato in questa direzione, con risorse destinate a Comiso e con l’obiettivo della parità di attenzione tra gli aeroporti siciliani. A suo giudizio, tale criterio sarebbe stato progressivamente abbandonato negli anni successivi, con effetti rilevanti sul "Pio La Torre".
L’esponente del Pd distingue inoltre tra il ruolo della Regione siciliana e quello della Sac, gestore dello scalo di Comiso. Le risorse per sostenere le rotte, precisa, avrebbero dovuto provenire dalla Regione, non dalla società aeroportuale. Tuttavia, secondo Dipasquale, la Sac avrebbe dovuto sollecitare con maggiore forza un piano di incentivazione dedicato e rivendicare per Comiso un’attenzione equivalente a quella assicurata a Birgi.
"Su questo Sac ha una responsabilità che abbiamo evidenziato più volte", sostiene il deputato regionale, aggiungendo che la società, pur non dovendo finanziare direttamente i collegamenti, era chiamata a rappresentare presso la Regione le esigenze dello scalo da essa gestito. "Tutto questo non è accaduto", conclude sul punto.
Per Dipasquale, l’attuale disponibilità di Ryanair a tornare ad operare a Comiso rende nuovamente evidente il nodo delle politiche regionali dedicate alle rotte. Il parlamentare afferma che soltanto con l’avvicinarsi della campagna elettorale la Regione avrebbe iniziato a destinare risorse e interventi allo scalo, misure richieste dal Pd da anni. Nel frattempo, osserva, il "Pio La Torre" ha perso collegamenti, compagnie e centinaia di migliaia di passeggeri.
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