Sardegna, Manca: più voli e iter aperto per la rete aeroportuale
Continuità territoriale in crescita, mentre l’integrazione degli scali resta in istruttoria
I dati sulla continuità territoriale smentiscono, secondo l’assessora regionale dei Trasporti Manca, l’idea di un deterioramento diffuso del servizio. Da aprile ad agosto 2026 sono stati effettuati 11.230 voli: un dato inferiore di circa il 2,4% rispetto alle previsioni del decreto ministeriale, ma superiore di oltre l’11% al volume registrato nello stesso arco temporale del 2025. Nel solo trimestre giugno-agosto i collegamenti operati sono stati 7.407, in crescita del 13%.
Anche il traffico passeggeri ha evidenziato un andamento positivo. L’incremento è stato del 6% tra aprile e agosto e dell’8% nel periodo luglio-agosto. Sulle rotte da e per Linate, quelle più esposte alle criticità legate alla congestione aeroportuale, la domanda è aumentata del 14% nei cinque mesi considerati e del 19% durante luglio e agosto. L’offerta di posti, nello stesso confronto, è salita rispettivamente del 16% e del 21,7%. Per Cagliari, la risposta dell’assessora rileva un aumento dell’offerta superiore al 30%.
La Regione affianca al monitoraggio dei volumi un’attività di verifica sulla qualità operativa. Nei cinque mesi presi in esame, i voli in ritardo hanno rappresentato il 19% del totale, contro il 26% rilevato sui servizi di libero mercato. Nel bimestre luglio-agosto l’incidenza dei ritardi è stata del 26%, a fronte del 33% del libero mercato. La Regione monitora quotidianamente i servizi e vigila sulla loro regolarità. Al netto delle cause di forza maggiore non imputabili ai vettori, le violazioni del decreto saranno sanzionate, come già formalmente avvenuto per quelle maturate alla data della risposta, afferma Manca.
Per le soppressioni non autorizzate di collegamenti caratterizzati da un numero ridotto di prenotazioni, le compagnie hanno indicato all’Assessorato l’esigenza di contenere i maggiori costi del carburante. L’amministrazione regionale osserva tuttavia che tali cancellazioni non rientrano nella disciplina degli obblighi di servizio pubblico, la quale contempla specifiche penalità. La Regione continuerà inoltre ad agire nelle sedi competenti, in raccordo con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, l’ENAC e la Commissione europea, per ottenere condizioni di mobilità adeguate, accessibili e stabili per i residenti, conclude l’assessora.
Sul fronte dell’integrazione aeroportuale, l’obiettivo politico resta confermato, ma l’assetto attraverso il quale realizzarlo è ancora oggetto di approfondimento. Non risulta perfezionata alcuna fusione. Il Term Sheet, precisa Manca, ha natura preliminare e non produce effetti vincolanti: Il Term Sheet è un documento preliminare, espressamente qualificato come non vincolante.
Di conseguenza, il documento non comporta il trasferimento nella holding Ligantia della partecipazione detenuta dalla Camera di Commercio in Sogaer; non assegna alla Regione quote della holding e non determina autonomamente variazioni nella titolarità delle concessioni aeroportuali. La Regione, dunque, non è già tenuta a entrare nella società.
Qualunque scelta definitiva richiederà il completamento delle attività previste: la predisposizione di un piano industriale integrato e di un piano economico-finanziario, oltre alle interlocuzioni con MIT, ENAC, MEF, ART e le ulteriori autorità competenti. Il processo dovrà inoltre recepire le osservazioni formulate dalla magistratura contabile. La deliberazione richiamata nell’interrogazione si riferiva infatti al progetto, allora sottoposto a esame, di conferimento nella holding Ligantia della quota della Camera di Commercio in Sogaer, secondo una configurazione specifica. Non rappresenta quindi un divieto assoluto all’integrazione degli aeroporti della Sardegna.
Questo non significa che quei rilievi siano irrilevanti. Al contrario, essi costituiscono un vincolo istruttorio sostanziale per ogni successiva decisione, dichiara Manca. L’analisi relativa alla rete ministeriale, aggiunge l’assessora, è finalizzata proprio a colmare le criticità emerse nel precedente modello.
Il presidio pubblico prospettato dalla Regione avrebbe prevalentemente carattere istituzionale e regolatorio. L’eventuale designazione della rete presuppone un decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, adottato di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze e dopo il parere della Conferenza Unificata. Si tratta di un iter che non scatta automaticamente e non può dipendere esclusivamente dalla volontà della Regione o delle società coinvolte.
Nell’assetto valutato, le società operative potrebbero conservare sia le concessioni sia la gestione ordinaria degli scali, mentre alla holding spetterebbero indirizzo unitario e coordinamento industriale. La valutazione conclusiva sulla conformità dell’organizzazione resta attribuita a MIT ed ENAC. Si tratta, dunque, di un presidio pubblico assicurato dalla regolazione, dalla vigilanza e dai poteri di indirizzo sulle materie strategiche, anche in assenza di una maggioranza pubblica nella holding, chiarisce l’assessora.
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