Germania, Ryanair e Lufthansa riducono le rotte nazionali
Costi e tasse spingono i vettori aerei a rivedere capacità, basi e collegamenti regionali
La contrazione dei collegamenti aerei tedeschi non riguarda più soltanto le rotte marginali: secondo l’associazione nazionale dell’aviazione civile, dal 2019 la possibilità di effettuare viaggi d’affari in giornata si è ridotta del 6% a Francoforte e del 23% a Stoccarda. Per il direttore generale dell’associazione, Joachim Lang, è in corso un “graduale disaccoppiamento della Germania dal traffico aereo internazionale”. Dopo la decisione della Cdu favorevole ad una riduzione degli oneri, il dg chiede provvedimenti immediati: “Ulteriori dichiarazioni di intenti non manterranno alcun collegamento aereo sul mercato”.
Il tema è alimentato dalle scelte di Ryanair, che ha annunciato due nuovi interventi sulla propria rete tedesca. Gli ultimi sette velivoli basati a Berlino saranno trasferiti altrove; la capitale continuerà a essere collegata dalla compagnia irlandese con frequenze inferiori e soltanto su direttrici internazionali. Da aprile 2027, inoltre, nessun aeromobile di Ryanair opererà più su Brema. Sommando queste decisioni agli altri ridimensionamenti, il vettore rinuncia alla vendita di 1,2 milioni di posti ogni sei mesi sulle rotte da e per la Germania.
La compagnia attribuisce la scelta alla pressione fiscale e tariffaria federale, definita “esorbitante” e “astronomica”. Jason McGuinness, direttore commerciale della low-cost irlandese, sostiene che il comparto tedesco risenta del fatto che “il governo federale tedesco continua a ignorare la crisi di competitività del trasporto aereo”. Eddie Wilson, membro del consiglio di amministrazione del gruppo, ha chiesto al ministro federale dei trasporti Steffen Bilger, della Cdu, l’eliminazione dell’imposta sul traffico aereo ed il dimezzamento delle tariffe relative al controllo del traffico aereo ed ai piloti. A suo giudizio, misure di questo tipo consentirebbero di raddoppiare l’offerta di Ryanair in Germania.
La crescita del vettore, intanto, viene orientata soprattutto verso altri mercati. Dopo i 208 milioni di passeggeri dell’ultimo esercizio, la compagnia low-cost punta a raggiungere quota 300 milioni entro il 2034 e a portare la flotta dagli attuali 647 aeromobili ad almeno 800. La mappa diffusa con i dati finanziari del gruppo indica 222 città servite, 95 delle quali sedi di basi operative. In Germania restano evidenziate cinque località: Weeze sul Basso Reno, Hahn nell’Hunsrück, Colonia, Norimberga e Memmingen. Lo stesso numero di basi risulta in Marocco; in Italia sono 20.
Il ridimensionamento delle low cost è particolarmente visibile nel mercato tedesco. In Europa, secondo il Dlr, questi vettori rappresentano un terzo delle partenze, mentre in Germania la loro incidenza è scesa al 21%. Anche Easyjet ha ridotto le operazioni, ma il principale fattore è la diminuzione del 41% dell’attività di Ryanair tra le settimane campione del 2019 e del 2026. Dal 2019, tutte le compagnie a basso costo hanno sottratto complessivamente 60 aeromobili al mercato tedesco; il dato non considera ancora la chiusura della base berlinese di Ryanair.
Il vettore irlandese resta associato alle tariffe ultra-economiche che in passato includevano offerte da un Euro, ma il quadro dei prezzi è cambiato con la crescita dei costi del personale e del carburante. Per i voli in partenza dalla Germania il 14 aprile 2026, il Dlr ha calcolato per Ryanair un prezzo medio di 89,73 Euro. La media di Eurowings, controllata di Lufthansa, era invece pari a 141,19 Euro.
Gli oneri applicati ai collegamenti brevi hanno un peso rilevante, poiché i costi per sicurezza e controllo del traffico aereo sono dovuti una sola volta, indipendentemente dal fatto che il volo duri 45 minuti oppure dieci ore. I calcoli dell’associazione tedesca dell’aviazione civile indicano che nel 2025 un A-320 con 150 passeggeri in partenza da Düsseldorf comportava circa 4601 Euro tra imposta sul traffico aereo, controlli di sicurezza ed oneri di controllo del traffico aereo. Dopo il taglio dell’imposta sui biglietti entrato in vigore il primo luglio, il totale è sceso di 375 Euro. Nel 2019 ammontava invece a 2227 Euro. A Madrid e Stoccolma, entrambe basi di Ryanair, l’associazione quantifica un costo inferiore a 1000 Euro.
Anche Lufthansa collega le proprie misure di contenimento dei costi agli elevati livelli dell’imposta sul traffico aereo e degli altri gravami. Secondo il gruppo, la riduzione delle tariffe aeroportuali da parte degli scali partecipati da alcuni Länder non basta. In una circolare di lobbying, la compagnia afferma che non è Lufthansa, bensì i Länder, ad avere bisogno di “interventi mirati da parte del governo federale con il massimo impatto possibile”. In assenza di tali interventi, il vettore prevede ulteriori tagli alle connessioni aeree nelle regioni tedesche.
Lunedì il comitato esecutivo della Cdu ha stabilito che, per contrastare nuovi arretramenti del traffico aereo, il governo federale dovrebbe abbassare a breve termine le tariffe dei piloti e l’imposta sui biglietti fino ad un livello capace di ristabilire la competitività della Germania come hub dell’aviazione. La cancellazione di ulteriori collegamenti a corto raggio è oggetto di valutazione. L’amministratore delegato di Lufthansa, Carsten Spohr, ha osservato recentemente: “Le perdite sulle rotte a corto raggio stanno erodendo i profitti sulle rotte a lungo raggio. Questo non può continuare”.
La rete interna del gruppo è già stata modificata: Paderborn e Friedrichshafen sono uscite dagli orari, mentre tutti i voli di alimentazione da Brema verso i collegamenti intercontinentali in partenza da Francoforte sono stati cancellati. Dopo le proteste provenienti da Brema, uno dei cinque voli dovrebbe però essere ripristinato nel 2027. In passato Lufthansa valorizzava frequenze orarie tra Berlino o Amburgo e gli hub di Francoforte e Monaco, paragonandole ai servizi Ice. Oggi tra una partenza e l’altra possono trascorrere fino a tre ore, un vuoto di offerta che Ryanair non intende coprire.
Il gruppo tedesco non prevede comunque di azzerare i collegamenti nazionali. Una quota minima di passeggeri in coincidenza resta indispensabile per alimentare i voli a lungo raggio da Francoforte e Monaco. All’interno dell’azienda è stato segnalato che le partenze intercontinentali da Francoforte si concentrano quotidianamente in quattro fasce orarie; Berlino ed Amburgo dispongono attualmente di dieci o più voli al giorno verso tali destinazioni. I collegamenti brevi mantengono inoltre una funzione essenziale per la clientela d’affari che deve raggiungere una destinazione e rientrare nella stessa giornata.
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