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Ryanair accende il duello tra Bologna e Rimini

Il "Marconi" denuncia capacità trasferite, la Regione rivendica il rilancio degli scali minori

Il confronto tra gli aeroporti dell’Emilia-Romagna si riaccende dopo la decisione di Ryanair di insediare una base operativa a Rimini. L’annuncio, accolto con soddisfazione dalla Regione, viene invece letto dal vertice del "Guglielmo Marconi" come uno spostamento di capacità dal capoluogo verso la Romagna. Per Enrico Postacchini, presidente dell’aeroporto di Bologna, l’offerta complessiva della compagnia nella regione durante l’inverno non cresce rispetto alla stagione precedente: "Il saldo dei posti in vendita sull’Emilia-Romagna nella stagione invernale è lo stesso dell’anno scorso. Siamo contenti per Rimini, ma si tratta di posti sottratti a Bologna".

La compagnia irlandese collocherà due aerei nello scalo "Federico Fellini" e porterà a 17 il numero dei collegamenti serviti da Rimini, grazie a cinque nuove rotte. Il programma prevede complessivamente 114 voli a settimana ed un investimento di 200 milioni di dollari. Secondo Ryanair, la base sosterrà oltre 500 posti di lavoro locali, compresi impieghi per piloti ed equipaggi di cabina, oltre a contribuire ai flussi turistici in arrivo. Le nuove destinazioni riguardano mercati quali Irlanda, Svezia, Germania e Polonia.

Per il presidente della Regione, Michele de Pascale, l’operazione rappresenta un primo riscontro della scelta regionale di eliminare la Council tax per gli scali minori. Intervenendo al "Ttg" di Rimini, ha dichiarato: "La nostra strategia sta funzionando anche meglio di quanto avevamo sperato. Non appena girato la chiave, la macchina è partita molto veloce". Il governatore considera Rimini nelle condizioni di proporsi come hub, richiamando al tempo stesso la necessità di una collaborazione fra territorio, istituzioni e governo.

Il ceo di Ryanair, Eddie Wilson, ha escluso che l’espansione riminese comporti una minore attenzione verso Bologna o verso gli altri due aeroporti regionali, Forlì e Parma. "Dalla Regione abbiamo avuto tutto il supporto necessario. Gli aeroporti sempre più in competizione, ma tra quelli di Paesi esteri", ha affermato.

La replica del "Marconi" è stata netta. Postacchini ha sostenuto che l’incremento di attività negli scali romagnoli corrisponde ad una riduzione su Bologna, con effetti potenziali su traffico, occupazione ed indotto: "C’è poco da fare trionfalismi. Tutto quello che c’è in più in Romagna, è in meno a Bologna, con tutto quello che ne consegue".

Nella stessa giornata si è inoltre chiusa la consultazione pubblica avviata il 16 giugno dal "Marconi" sul contenimento del rumore aeroportuale. I 120 giorni previsti per raccogliere osservazioni, contributi e richieste di approfondimento da parte dei soggetti interessati dall’impatto acustico dello scalo sono terminati. La procedura rientra nel quadro delle norme europee che disciplinano l’eventuale introduzione di limitazioni operative finalizzate alla riduzione del rumore negli aeroporti dell’Unione. La società di gestione esaminerà il materiale ricevuto per predisporre una proposta conclusiva da sottoporre all’Enac (Ente nazionale aviazione civile).

Tra i partecipanti alla consultazione figura anche il Pd del Navile, che ha depositato un documento in nove punti. Il testo chiede maggiori tutele contro i sorvoli nelle ore notturne, con particolare attenzione alle fasce comprese tra le 6 e le 8 e tra le 19 e le 23, e sollecita una valutazione sull’ipotesi di chiusura notturna dell’aeroporto.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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