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Melasecche: senza taglio alla tassa Ryanair rinuncia a dieci rotte

Il capogruppo leghista chiede chiarimenti su piano industriale e cantieri aeroportuali

La mancata riduzione dell’addizionale sui diritti d’imbarco avrebbe determinato il venir meno della proposta avanzata da Ryanair per l’aeroporto dell’Umbria: dieci collegamenti aggiuntivi, oltre all’ipotesi di una base e di un hub. È la posizione espressa dal capogruppo della Lega all’Assemblea legislativa, Enrico Melasecche, che attribuisce alla Giunta guidata dal presidente Stefania Proietti la responsabilità di non aver colto l’opportunità.

“La Regione Umbria non abolisce la tassa d’imbarco e perde l’offerta di Ryanair. Addio alla base, addio all’hub e niente incremento di dieci rotte”, afferma Melasecche in una nota diffusa dall’ufficio stampa dell’Assemblea legislativa. Secondo il consigliere di opposizione, si trattava di risultati raggiungibili dalla regione, ma svaniti per decisioni politiche. “È questo il risultato della gestione dilettantistica del presidente Proietti, che in quasi due anni non è riuscita a confermare la nostra prospettiva concreta al futuro dell’aeroporto dell’Umbria”, sostiene.

Nel suo intervento, l’esponente della Lega richiama l’azione delle precedenti amministrazioni di centrodestra, alle quali attribuisce il salvataggio e il rilancio dello scalo dopo una fase di grave difficoltà. Melasecche inserisce quella situazione tra le eredità della Giunta Marini, citando anche Monteluce, Umbria tpl e Mobilità, le Comunità montane — a partire da quella del Trasimeno — e la Sanitopoli che, secondo quanto dichiarato, provocò la conclusione anticipata della Giunta Pd.

“Abbiamo rilanciato e trasformato” l’aeroporto “in un’infrastruttura strategica per il turismo, le imprese, l’occupazione e la competitività dell’intero territorio regionale”, dichiara il capogruppo leghista. Il centrodestra, aggiunge, avrebbe sostenuto investimenti e lavorato per aumentare l’attrattività dello scalo verso vettori e passeggeri, puntando al milione di viaggiatori senza incrementare le imposte a carico dei cittadini umbri. Per Melasecche, l’attuale andamento positivo deriva da quel percorso e non da una nuova programmazione dell’esecutivo regionale.

La trattativa con Ryanair, prosegue il consigliere, mostrerebbe le conseguenze del diverso approccio adottato dall’Umbria rispetto ad altre Regioni. Queste ultime, osserva, sono intervenute sull’addizionale sui diritti d’imbarco, creando condizioni considerate più favorevoli per il traffico aereo e per gli operatori low cost; l’Umbria non avrebbe seguito la medesima strada.

Melasecche contesta inoltre l’assenza, dopo quasi due anni dall’insediamento della Giunta Proietti, di un piano industriale con obiettivi, investimenti, tempistiche e risultati attesi. Nel mirino finiscono anche gli interventi di ampliamento aeroportuale, definiti voluti e finanziati dalla precedente amministrazione ma fermi da due anni. Il capogruppo chiede l’avvio senza ulteriori rinvii, affinché le risorse disponibili si traducano in opere e non si creino rischi per finanziamenti e prospettive di sviluppo.

L’opposizione annuncia quindi un’interrogazione formale in Consiglio regionale per ottenere chiarimenti su appalti, avvio e conclusione dei cantieri. Secondo Melasecche, i lavori dovrebbero essere programmati prima della ripresa dei flussi primaverili ed estivi, quando la presenza simultanea di mezzi, materiali, operai e passeggeri renderebbe più complessa la gestione dello scalo. “Non bastano più gli annunci trionfalistici”, afferma, criticando il rinvio delle risposte a direttori, avvocati ed alla Sase, modalità che, a suo giudizio, il centrodestra non aveva adottato nella precedente legislatura.

Nelle conclusioni, il consigliere lega il tema aeroportuale a quello delle infrastrutture ferroviarie. Denuncia il rischio di un ulteriore isolamento dell’Umbria e richiama il mancato avanzamento della stazione Medio Etruria, che indica come ferma da due anni, accusando il presidente Proietti di assecondare la Toscana. Cita inoltre la riqualificazione della stazione di Assisi, finanziata dalla precedente amministrazione per decine di milioni in vista del Giubileo e degli 800 anni di Francesco, nonché i 100 milioni destinati alla Foligno-Perugia-Terontola, sui quali lamenta l’assenza di aggiornamenti.

Melasecche domanda infine quale sia lo stato del progetto di una stazione ferroviaria in aeroporto, quantificato in 380 milioni di euro, contrapponendolo alla soluzione definita cantierabile a Collestrada, dal costo di 7 milioni. “Non consentiremo la distruzione a cuor leggero dei molti progetti da noi avviati”, conclude.

red - 1271230

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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