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Aereo F-35, accordo-quadro per 850 caccia e produzione a 156 l’anno

Il Pentagono punta su volumi, resilienza industriale e sostegno logistico decennale

Con un impegno produttivo di 156 aerei all’anno, Lockheed Martin si prepara a sostenere una nuova fase decennale del programma F-35. Il Pentagono ed il costruttore statunitense hanno reso noto giovedì un accordo quadro che riguarda 850 caccia di quinta generazione e che, una volta autorizzato dal Congresso con i relativi stanziamenti, dovrebbe modernizzare ed ampliare il programma.

Il valore dell’intesa non è stato divulgato. L’iniziativa si inserisce nella strategia del Dipartimento della difesa volta a ricorrere a contratti pluriennali per aumentare i volumi delle produzioni militari nazionali e rafforzare la capacità della base industriale della difesa statunitense.

"Abbiamo cambiato radicalmente il modo in cui stabilizziamo la base industriale della difesa americana per produrre con rapidità e su larga scala", ha dichiarato Michael Duffey, alto funzionario responsabile degli acquisti, nel comunicato del Pentagono. "Allineando gli incentivi finanziari alle prestazioni effettive, stiamo garantendo che i nostri combattenti siano dotati delle capacità letali di cui hanno bisogno per combattere e vincere", ha affermato.

In cambio della maggiore prevedibilità assicurata dall’impegno governativo, Lockheed Martin finanzierà iniziative di supporto al sistema F-35 per 7 miliardi di dollari. Il pacchetto comprende, oltre agli aeromobili, ricambi iniziali, dieci anni di kit destinati a modifiche e manutenzione e gli ordini provenienti dai clienti internazionali.

"Grazie alla maggiore certezza derivante dall’approccio trasformativo del governo statunitense alla produzione e al sostegno dell’F-35, possiamo effettuare gli investimenti iniziali necessari per espandere la capacità, migliorare l’efficienza e costruire una catena di approvvigionamento più resiliente", ha dichiarato Jim Taiclet, presidente ed amministratore delegato di Lockheed Martin. "Questo va a vantaggio dei contribuenti, dei nostri fornitori e, soprattutto, degli Stati Uniti e dei loro alleati", ha aggiunto.

Durante una teleconferenza con gli investitori, Taiclet ha indicato che l’intesa "consolida il ruolo (del velivolo) come caccia di prima linea fondamentale per il mondo libero negli anni a venire". L’F-35, sviluppato attraverso un programma congiunto che coinvolge gli Stati Uniti e diversi alleati, è disponibile nelle varianti F-35A, F-35B e F-35C; il costo di un singolo esemplare può superare i 100 milioni di dollari.

Le forze armate di Washington hanno impiegato il velivolo in combattimento nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Secondo Lockheed Martin, sono dislocati nel mondo oltre 1375 F-35.

Per l’azienda, l’eventuale approvazione dell’accordo offrirebbe a Washington un programma di caccia con maggiore prevedibilità, accessibilità economica e resilienza. Il gruppo prevede risparmi per miliardi di dollari grazie a condizioni di prezzo estese nel tempo e a sconti derivanti dai volumi per il settore.

La domanda internazionale rimane significativa. Il mese scorso gli Stati Uniti hanno approvato la vendita all’Arabia Saudita di 48 F-35 stealth, per un valore di 24,3 miliardi di dollari. La Turchia, esclusa dal programma nel 2019 dopo l’acquisto di un sistema russo di difesa aerea, ha recentemente manifestato fiducia nella possibilità di tornare ad avere accesso al velivolo; Israele si oppone tuttavia con forza a tale prospettiva.

Lockheed Martin stima che il programma F-35 sosterrà più di 315.000 posti di lavoro e produrrà quasi 80 miliardi di dollari di attività economica nell’arco dei prossimi dieci anni, contribuendo alla solidità della base industriale nazionale ed alla stabilità di lungo periodo dei fornitori. Giovedì il gruppo ha inoltre comunicato risultati del terzo trimestre superiori alle attese, sostenuti ancora una volta da livelli di attività più elevati in tutti i suoi segmenti.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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