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Peretola, Vas solleva dubbi su controlli e conformità dello scalo

L’associazione indica undici criticità, dal rumore agli orari fino al piano di emergenza

La mancata approvazione del piano di contenimento ed abbattimento del rumore, adottato nel 2000 ed entrato in vigore nel 2003, è tra le questioni sollevate dall’associazione Vas-Vita Ambiente Salute Odv davanti alla commissione Ambiente e territorio del Consiglio regionale della Toscana. Secondo l’associazione, il piano sarebbe soggetto ad una revisione ogni cinque anni, ma tale aggiornamento non risulterebbe ancora approvato.

L’audizione si è svolta sotto la presidenza di Gianni Lorenzetti (Pd). Per Vas-Vita Ambiente Salute Odv sono intervenuti il presidente Gianfranco Ciulli, il generale Luciano Battisti e l’architetto Fabio Zita. L’incontro ha riguardato i lavori dell’aeroporto di Peretola, ma l’associazione ha concentrato il proprio intervento anche sulle condizioni operative dello scalo fiorentino nella configurazione attuale.

“Siamo qui per portare a vostra conoscenza quelle che secondo noi sono illegittimità procedurali ed operative dell’attuale aeroporto di Firenze”, ha dichiarato Ciulli. Rispondendo successivamente ad una domanda del capogruppo di M5S, Luca Rossi Romanelli, il presidente ha precisato: “siamo qui per discutere della situazione dell’aeroporto così com’è”.

Nel merito, Ciulli ha sostenuto che la Regione Toscana non avrebbe adempiuto alla verifica sull’attuazione delle prescrizioni contenute nel decreto di Via n. 676 del 2023. La posizione dell’associazione si fonda su undici aspetti ritenuti controversi. Fra questi sono stati indicati la zonizzazione acustica e l’operatività oraria dell’aeroporto. “La Regione continua a rinunciare al suo ruolo di controllore delle prescrizioni da lei stessa emanate: dalla zonizzazione acustica, all’orario operativo dell’aeroporto, che era stato definito dalle 7 alle 22, senza concessioni di deroghe, mentre oggi lavora fino alle 0:15”, ha affermato.

Il presidente dell’associazione ha inoltre dichiarato che lo scalo non disporrebbe della conformità urbanistica, richiamando riscontri che, secondo quanto riferito, arriverebbero dal Mit, dalla Regione Toscana e dall’Enac (Ente nazionale aviazione civile). “La direttiva Ue 139 del 2014 impone la certificazione aeroportuale come presupposto giuridico anche l’indispensabile conformità urbanistica: com’è possibile certificare un aeroporto ai sensi di quella direttiva, quando non ha la conformità urbanistica?”, ha domandato Ciulli.

Nel suo intervento è stato citato anche il piano di emergenza esterno, che l’associazione ritiene previsto dalla medesima direttiva europea per contenere le conseguenze di un eventuale incidente aereo. “L’abbiamo notificato anche alla Regione ed a tutti i soggetti che dovrebbero essere quelli preposti: la Prefettura di Firenze, che ha l’obbligo di coordinare, ma nessuno ci risponde, così come i vigili del fuoco, Arpat e nemmeno la Regione”, ha aggiunto.

Sugli orari attualmente applicati, Ciulli ha riferito che essi deriverebbero da una dichiarazione Enac inserita nel Manuale di aeroporto. Ha descritto tale manuale come un documento tecnico non disponibile per le pubbliche amministrazioni, indicando fra queste Regione, Comune di Firenze, Arpat ed Asl. “Serve una nulla-osta da competente struttura sanitario ambientale ed Arpat ed Asl ci hanno risposto di non aver mai dato questa autorizzazione”, ha concluso.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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