Ita Airways, esuberi tra Naspi, Fondo di settore e pensioni
Sindacati chiedono garanzie su ammortizzatori, integrazione al reddito e uscita previdenziale
Per i 226 dipendenti coinvolti nella procedura di licenziamento collettivo aperta il 28 ottobre da Ita Airways, il tema centrale è la tenuta economica e previdenziale dell’uscita dall’azienda. Le comunicazioni indirizzate agli iscritti da Cgil, Cisl e Uil indicano una posizione comune: i lavoratori individuati come esuberi dovrebbero lasciare la compagnia soltanto in assenza di opposizione al licenziamento.
Un’adesione del lavoratore a una risoluzione del rapporto può maturare, in linea teorica, se accompagnata da un incentivo economico ritenuto adeguato. La Filt Cgil, nel proprio messaggio, collega infatti l’eventuale consenso a «adeguate garanzie e incentivi». Sul capitolo delle somme aggiuntive, tuttavia, il confronto appare complesso: nella nota trasmessa alle organizzazioni sindacali e al ministero del Lavoro per avviare la procedura, Ita Airways dichiara di «non prevedere allo stato attribuzioni patrimoniali ulteriori rispetto a quelle già stabilite dalla legge e dalla contrattazione collettiva».
Le garanzie richiamate dai sindacati riguardano soprattutto gli ammortizzatori sociali. Un dipendente licenziato accede alla Naspi, l’indennità di disoccupazione, il cui valore massimo è pari a 1.584,70 euro lordi mensili, per una durata non superiore a 24 mesi. L’importo viene poi ridotto del 3% ogni mese dal sesto accredito; per chi aveva almeno 55 anni al momento della domanda, la decurtazione scatta dall’ottavo mese.
Per il personale del trasporto aereo opera inoltre il Fondo di solidarietà del trasporto aereo, Fsta. Come ricorda Uiltrasporti, previa autorizzazione dell’intervento, il Fondo integra la Naspi fino a portare il trattamento complessivo all’80% della retribuzione lorda di riferimento.
La stessa Uiltrasporti segnala l’attesa per «l’auspicato nuovo decreto legge che attendiamo da qualche tempo». Secondo quanto riferito dal sindacato, il provvedimento dovrebbe estendere la Naspi dagli attuali due a tre anni, con una possibile durata fino a quattro anni per coloro che matureranno i requisiti pensionistici durante il quarto anno. Anche Ita Airways, in una propria comunicazione, richiama un’attenzione specifica verso «le persone che possono raggiungere i requisiti pensionistici nel prossimo futuro».
Non emergono però numeri sul personale prossimo alla pensione: né la lettera con cui il vettore avvia la procedura collettiva né le informative sindacali quantificano questa platea. Al dicembre 2024, il 51% dell’organico di Ita Airways aveva superato i 50 anni.
Chi non intenda aderire all’uscita conserva comunque l’accesso alla Naspi e all’integrazione prevista dal Fondo di settore, oltre alla facoltà di impugnare il licenziamento. Per i dipendenti assunti dopo il 2021, anno di nascita della compagnia, l’eventuale accertamento dell’illegittimità della procedura o dell’errata applicazione dei criteri di scelta può comportare un’indennità compresa tra sei e 36 mensilità. Il reintegro resta previsto nei casi di licenziamento nullo o discriminatorio.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency