Ryanair rivede i costi per l’incognita carburante
Il gruppo valuta tagli ai costi e rincari tariffari per l’esposizione al fuel
Ryanair rinuncia per ora a formulare una stima dell’utile netto dell’esercizio che terminerà il 31 marzo 2027: secondo il gruppo, manca qualsiasi visibilità sull’andamento del quarto trimestre. Sui risultati pesano il rischio di un allargamento dei conflitti in Medio Oriente e Ucraina, l’esposizione al carburante non protetto da hedging, possibili scosse macroeconomiche e le perturbazioni del traffico aereo europeo.
Il vettore irlandese prevede comunque di raggiungere 214 milioni di passeggeri nell’attuale esercizio, il 3% in più rispetto all’anno precedente, per poi superare quota 220 milioni nel 2027-2028. La crescita dovrà tuttavia confrontarsi con una prospettiva di costi energetici molto più onerosa. Ai valori correnti dei futures, la spesa per il carburante potrebbe aumentare di circa 2 miliardi di euro nel 2027-2028.
Per l’anno finanziario in corso, Ryanair ha fissato contratti di copertura sull’80% del fabbisogno di carburante, a circa 67 dollari al barile: un livello sensibilmente inferiore alle quotazioni attuali. Per il 2027-2028, invece, risulta coperto soltanto il 25% dei consumi previsti, a un prezzo di circa 95 dollari al barile.
“A meno che non si arrivi rapidamente a una soluzione del conflitto in Medio Oriente, ci aspettiamo che i prezzi del cherosene rimangano elevati per buona parte del 2027”, ha dichiarato l’amministratore delegato del gruppo, Michael O’Leary.
La risposta allo scenario previsto include un riesame esteso della struttura dei costi delle compagnie del gruppo. “Per far fronte a questa situazione, stiamo passando in rassegna tutti i costi delle compagnie aeree del gruppo”, ha aggiunto O’Leary. Tra le opzioni considerate vi sono una sospensione temporanea degli aumenti salariali nei futuri rinnovi della contrattazione collettiva e un impiego più ampio dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di accrescere l’efficienza nelle funzioni operative e amministrative.
Nel primo semestre, il conflitto mediorientale ha influenzato anche il comportamento della domanda. O’Leary ha riferito di “un’esitazione dei consumatori e prenotazioni più tardive”, elementi che hanno inciso sulle tariffe. Nel 2027-2028, invece, l’aumento della bolletta del carburante potrebbe tradursi in biglietti più costosi per i passeggeri.
All’inizio di settembre, di fronte al rincaro del fuel, Ryanair aveva già comunicato una riduzione del proprio operativo per la stagione invernale.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency