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Alitalia: basterà il rinvio di un mese?

Intanto le perdite vanno avanti

Si avvicina la resa dei "conti" per Alitalia, ma sembra difficile immaginare che nel corso del mese di aprile Ferrovie dello Stato riuscirà a concludere le trattative per presentare ai commissari straordinari la rosa dei futuri azionisti. Ancora più complicata sembra la reale chiusura del "dossier Az" prima di Pasqua con la presentazione del piano industriale per la "newco", come aveva lasciato intendere l'ad di Fs Gianfranco Battisti (vedi AVIONEWS). Il piano sarà rimandato a maggio o più probabilmente a giugno per evitare di far combaciare il "closing" con le elezioni europee previste per il 26 maggio.

Se dovesse essere ulteriormente prorogata la data per la presentazione dell'offerta finale ai commissari straordinari, si potrebbero creare nuovi problemi operativi e di gestione economico-finanziaria per Alitalia.

Un primo punto riguarda il flusso di cassa, dal momento che nel corso dell'ultima audizione alla Camera, il commissario Stefano Paleari ha spiegato che "al 28 febbraio 2019 la cassa è pari a 486 milioni di Euro (oltre ai 193 milioni depositati)". Disponibilità economica che continua a ridursi poiché al 31 dicembre 2018 questa era pari a 506 milioni di Euro. Il dubbio che viene è quanta cassa sarà a disposizione di Alitalia quando saranno concluse le trattative per la creazione della "newco", e come sarà ripagato il prestito ponte da 900 milioni di Euro (circa 1 miliardo con gli interessi). Se si considera, però, che gli stessi commissari hanno aggiunto che sono stati venduti 5 milioni di biglietti per la stagione estiva è semplice determinare che il controvalore supera i 500 milioni di Euro. Considerato che le somme dei biglietti venduti saranno nella disponibilità di Alitalia solo quando sarà effettuato il servizio si può facilmente dedurre che la cassa è praticamente azzerata. Quindi i 900 milioni prestati ad Alitalia sono da considerare esauriti.

La restituzione del prestito ponte è uno degli altri nodi cruciali sul futuro di Alitalia essendo in scadenza (dopo due proroghe) al 30 giugno 2019. Se l'offerta finale di Fs dovesse arrivare dopo le elezioni europee si renderebbe necessario un ulteriore rinnovo del termine ultimo per versare nelle casse del ministero dell'Economia e delle Finanze i soldi dovuti, che però, per allora, potrebbero non essere in cassa. Sul prestito incombe anche una possibile procedura di infrazione da parte della Commissione europea che ha finora "preso tempo". Prorogare nuovamente la scadenza del prestito ponte significherebbe -in parte- continuare "l'accanimento terapeutico" sulla "vecchia" Alitalia che continuerebbe a "bruciare" cassa, senza varare piani di rilancio e di investimento essendo in amministrazione straordinaria.

Per ridurre le perdite i commissari starebbero per iniziare il ridimensionamento della flotta, chiesto da ogni compagnia che si è seduta a trattare con Ferrovie dello Stato. Pare certo che i primi aerei che saranno progressivamente fermati saranno i datati 11 Airbus A-321/100 ancora in uso in Alitalia, per i quali sarà necessario prendere una decisione a breve dal momento che dovranno essere gradualmente sottoposti alla manutenzione pesante per allungarne la vita operativa. Oltre agli A-321 potrebbero fermarsi anche gli Embraer ER-175 ed ER-190 che sono nella flotta di Alitalia da più tempo. In questo modo l'amministrazione straordinaria potrebbe "risparmiare" soldi per la manutenzione pesante, agevolando al tempo stesso il processo di ridimensionamento della flotta per la "newco" che si potrebbe così trovare senza gli aerei più "anziani".

Nel frattempo Ferrovie dello Stato sta continuando le trattative e la ricerca di potenziali partner, anche se le carte sul tavolo sembrano essere finite (vedi AVIONEWS). Inoltre, se fosse vero che Atlantia -come riporta la stampa nazionale- potrebbe essere coinvolta nell'azionariato di Alitalia (in Alitalia-Cai aveva il 7,44%), gli esponenti del Movimento 5 Stelle -oltre al Governo- dovrebbero trovare buone motivazioni per spiegare questo coinvolgimento, soprattutto dopo i duri attacchi ai Benetton in seguito al crollo del ponte Morandi.

Se dopo le elezioni europee ci fossero ripercussioni sul Governo, cosa accadrà al "dossier Az"? Un domanda a cui è difficile dare una risposta, ma di certo c'è che i tempi per salvare Alitalia e per rilanciarla sono ogni giorno più stretti.

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