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Aerei droni: continua la spinta militare a Boeing

Us Navy va avanti con gli Uas rifornitori in volo: 85 milioni di dollari

Una nota via internet del Dipartimento della difesa americano informa che la Us Navy (Usn) ha assegnato a Boeing un contratto del valore di 84,7 milioni di dollari per costruire tre ulteriori esemplari di aerei da rifornimento in volo senza pilota modello MQ-25A Stingray.

I nuovi velivoli che saranno impiegati per il programma di sperimentazione operativa in corso, dovranno essere completati entro l'agosto 2024 per poter essere inseriti nell'esteso programma già in atto per valutare le effettive capacità e limitazioni del nuovo sistema, quando operato da bordo di una portaerei. Con questo ordine, che come altri della difesa Usa ha subito –rileva AVIONEWS– un'accelerazione tesa a supportare le finanze dell'azienda di Seattle, in questo momento di crisi, diventeranno sette i velivoli Stingray che Boeing sta producendo nel programma MQ-25A.

L'attuale contratto costituiva un'opzione sull'intesa originale per quattro unità, del valore di 805 milioni di dollari, assegnato a Boeing nell'agosto 2018. Il Boeing MQ-25 Stingray è un aeromobile a pilotaggio remoto (Apr) sviluppato su una esigenza operativa della Us Navy per compiti di rifornimento in volo in operazioni da portaerei. L'intendimento è utilizzare il drone sulle portaerei della flotta per il rifornimento in volo degli aerei da combattimento.

Commentando il contratto Dave Bujold, direttore del programma MQ-25 di Boeing ha detto "Questo ordine consente a Boeing una continuità nella  produzione dei primi esemplari di MQ-25 e si allinea ai piani di test ed addestramento con il nuovo mezzo della marina per l'introduzione della flotta". 

Boeing ha il controllo del primo esemplare di MQ-25A, denominato T1 (Test aircraft 1 NdR) che ha volato per la prima volta a settembre 2019 ed ha 30 ore di volo. La Us Navy studia dai primi anni del 2000 varie versioni di mezzi aerei senza pilota da utilizzare dalle portaerei. Dal 2016 la marina, compreso che i tempi per sviluppare una piattaforma d'attacco senza pilota lanciabile da portaerei non fossero ancora maturi, ha modificato il suo requisito, puntando su un sistema con primarie capacità di aerocisterna, denominato C-Bars (Carrier-Based Aerial-Refuelling System), con secondarie capacità Isr e d’attacco.

Nel 2017, di fatto, l’esigenza principale della Us Navy era quella di ampliare il raggio d’azione dei velivoli manned presenti nei Caw (Carrier Air Wing) delle portaerei, liberando gli F/A-18E/F Super Hornet dai compiti di rifornimento in volo (buddy-buddy) che rappresentano in media il 25% delle loro sortite nell’arco di una crociera operativa. Un risparmio ingente in una missione –scrive AVIONEWS-  dove le economie di spazio sono sostanziali.

Attualmente i test di volo sull'MQ-25A sono fermi perché Boeing sta installando un punto di rifornimento di carburante sotto l'ala sinistra dell'Uav T1.  La società sta eseguendo test sui propri aeromobili al fine di raccogliere dati più rapidamente e preparare lo Stingray a transitare alla fase di produzione Ipr (Initial Production Rate). Boeing prevede di iniziare a fornire esemplari dello Stingray nelle versioni di sviluppo ed Ipr (quindi con capacità ridotte rispetto alla versione operativa definitiva NdR) all'Usn nel 2021. 

Da requisito Us Navy lo Stingray dovrà avere un raggio d'azione di 500 miglia (oltre 900 km) ed essere in grado di trasferire ai velivoli da attacco circa 14.000 libbre (quasi 800 kg di carburante).

AVIONEWS ha già pubblicato un altro articolo sulla strategia per il rifornimento in volo dell'Usaf che si integra con i programmi della Us Navy (vedi notizia). 

In sintesi dopo una parentesi temporale in cui le due forze armate pensano di utilizzare vettori civili per integrare le loro capacità di proiezione delle forze d'attacco, la soluzione di lungo termine sembrano essere velivoli senza equipaggio. Un primo passo verso una flotta tutta basata su droni.

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