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CLARA MOSCHINI

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Nomine vertici degli enti partecipati. Scontro politico?

E se premiassimo esperienza e competenza professionale dimostrata?

Le voci di corridoio si rincorrono. L'argomento è di strettissima attualità, i cambi ai vertici delle grandi partecipate di stato riempiono le pagine di agenzie e giornali . Avionews segue il tema soprattutto per quanto concerne Leonardo la più grande azienda Aerospaziale italiana.

Per non personalizzare una vicenda già troppo accesa, riteniamo conveniente far riferimento ai cosiddetti “fondamentali”. 

Quali sono le doti più importanti per il vertice di una azienda aerospaziale? Per identificarli è conveniente andare a vedere cosa accade in giro per il mondo. Due elementi emergono immediatamente: la maggioranza dei dirigenti di aziende aerospaziali possiede un passato nella stessa azienda o, perlomeno, nel settore. Sono rari i casi di persone che hanno a dirlo volgarmente “saltato il fosso” cioè sono passati da un settore all'altro e ottenuto risultati di rilievo. 

Altrettanto dimostrato da molte scelte vincenti è la professionalità provata dei personaggi. Come si prova la professionalità ?

Ad esempio accettando la sfida di rilanciare una azienda marginalizzata e trasformandola attraverso una serie di nuovi prodotti e servizi. 

Avionews ci tiene a non fare nomi, ma certo chi deve scegliere ha a disposizione informazioni provenienti da ogni dove per capire se questa professionalità provata è stata espressa nel settore di competenza, i risultati che ha portato.
Un altro fattore di grande rilevanza in queste scelte non può che essere il “core business” dell'azienda ovvero a quale settore dell'ambito aerospaziale l'azienda o il gruppo di aziende si rivolge.

Anche in questo caso per Leonardo la risposta è più che scontata. 

Nessuno può negare che la maggioranza delle attività, sia di produzione che di ingegneria della dell'azienda di Piazza Montegrappa, ricade nell'ambito della Difesa. Se così fosse bisognerebbe cercare tra i candidati chi, in questo ambito, ha passato il maggior tempo e con quali risultati.

Conoscere il sistema difesa italiano ed europeo concede un indubbio vantaggio al prossimo amministratore delegato di Leonardo perché gli consente di capire non solo il contenuto di documenti di altissimo livello, ma, soprattutto, di interpretarli andando al cuore del problema. 

Un'arte – direbbe qualcuno- che non si impara in 3-4 anni. 

Di fronte a tematiche estremamente complesse che richiedono conoscenze e capacità di interagire in settori diversi, l'essere padroni dei linguaggi, delle sfumature, delle indicazioni meno visibili diventa una carta vincente in mano ai nuovi dirigenti.

Un dirigente del dicastero Difesa, che ha voluto mantenere l'anonimato, ci ha detto: “Conoscere metodi, tempi, modalità di lavoro agevola il dialogo tra l'Istituzione e l'industria. Andrebbero favorite competenza professionale ed esperienze specifiche”

Da più parti, forse in maniera retorica, si batte sul tasto della continuità.

E' un tasto dolente per l'Italia, perché nella maggioranza dei casi le scelte portano ad una rotazione di questi livelli di dirigenza troppo veloce, ma questo è un tema ricorrente in tutti i settori.

Di certo oggi, con un cambio così globale e così strategico degli scenari mondiali, la situazione non richiede tanto continuità sui modi di pensare passati, quanto discontinuità per affrontare gli scenari totalmente diversi che si proporranno.

Per ora le forze armate di tutti i paesi sono state impiegate per supportare coloro che assistono la popolazione civile. Terminata la fase critica, tra poche settimane o pochi mesi, andrà ripensato totalmente il modello difensivo e organizzativo delle stesse forze armate.

Abbiamo scritto “andrà” perché non si tratterà di un'opzione.

Con tutta probabilità sarà un dovere ed un obbligo e ci sarà bisogno di un'industria capace di raccogliere la sfida di seguire questo cambiamento. 

E chi potrebbe farlo meglio di persone cresciute professionalmente all'interno del sistema e che con il sistema hanno da sempre stabilito un rapporto di collaborazione e fiducia?

Forse le esperienze maturate in 3-4 anni di dirigenza non sono sufficienti.

D'altro canto ci chiediamo: può essere considerata valida un'esigenza di continuità originata da scelte di partito piuttosto che su risultati professionali concreti?

Al momento di pubblicare Avionews apprende che nel merito delle nomine è entrato anche Italia Viva di Matteo Renzi e che anche la presidenza di Leonardo sia destinata a passare di mano. 

Le decisioni sono in corso e le attese definitive forse entro lunedì prossimo.

Red - 1229171

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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