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EasyJet si riprende ma chiude il trimestre in rosso

Il vettore aereo ha rivisto al rialzo la sua capacità rispetto al 2019

La low-cost easyJet non ha avuto vita facile durante la pandemia. L'aviolinea con sede in Svizzera ha dovuto risparmiare denaro con vigore. Tuttavia gli ultimi segnali di ripresa -dal traffico aereo di passeggeri in Europa durante l'estate alla riapertura delle frontiere di molti Paesi- hanno creato ottimismo. Così il vettore aereo ha rivisto al rialzo la sua capacità al 70 per cento rispetto ai livelli del 2019. 

Il recupero di questo ultimo periodo è legato soprattutto all'aumento della domanda di trasporto nei Paesi europei. Ciò ha consentito ad easyJet di aumentare l'operatività con un load factor dell’83 per cento, mentre nel Regno Unito la sua capacità non è andata oltre il 32 per cento. "Abbiamo assistito alla crescita della domanda di viaggi per vacanze da parte dei passeggeri alla ricerca di destinazioni invernali", ha affermato l’amministratore delegato, Johan Lundgren

L'altra faccia della medaglia è meno piacevole. I dati preliminari del bilancio chiuso lo scorso 30 settembre registrano una perdita di circa 1,25 miliardi di Euro. Nel quarto trimestre la perdita operativa è di 165 milioni di Euro. Per questo motivo il consiglio di amministrazione ha proposto di non distribuire dividendi. Lo scenario non deve spaventare. Secondo i dati di "World Routes 2021" nei primi nove mesi sono state aggiunte 3626 nuove rotte, molte delle quali operate proprio dalle compagnie low-cost.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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