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Turchia e Usa trattano sugli aerei F-35

Washington respinge le accuse di Erdogan: "Nessuna offerta sugli F-16"

Turchia e Stati Uniti provano a fare quadrare il cerchio. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan la scorsa domenica aveva parlato pubblicamente sostenendo che Ankara dovesse essere risarcita dopo l'esclusione dal programma di cooperazione sullo sviluppo degli F-35. La Repubblica islamica aveva investito 1.2 miliardi di Euro, ma era stata bandita per avere comprato il sistema di difesa missilistico russo S-400. Azione ritenuta "incompatibile con la cooperazione militare" con Washington.

Il presidente turco aveva rilevato che gli Stati Uniti avrebbero offerto ad Ankara l'acquisto di aerei caccia F-16 Fighting Falcon, costruiti dalla statunitense General Dynamics. Washington "non ha fatto alcuna offerta finanziaria rispetto alla richiesta della Turchia sugli F-16. Restano aperte le consultazioni con la Turchia per risolvere la disputa sugli F-35", ha affermato successivamente il portavoce del dipartimento di Stato americano, Ned Price.

Il Lockheed Martin F-35 Lightning II è un caccia multiruolo monoposto di 5a generazione, a singolo propulsore, con ala trapezoidale e caratteristiche stealth. Le sue capacità lo rendono utilizzabile per compiti di supporto aereo ravvicinato, bombardamento tattico e missioni di supremazia aerea. La Turchia aveva ordinato 30 jet, ma nel 2018 i due esemplari in consegna non avevano mai lasciato gli Stati Uniti, poiché la Turchia aveva acquisito l'armamento russo. Una decisone incompatibile con la missione originaria dell'Organizzazione del trattato dell'Atlantico del Nord (Nato).

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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