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CLARA MOSCHINI

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Stime di crescita europee

Quando il gioco si fa duro

L’ultimo documento previsionale emesso da Eurocontrol a riguardo del traffico aereo europeo utilizza come orizzonte temporale il 2027 (l’agenzia è posta a capo del NM fino al 2029).

Il trend previsionale tiene conto dell’ancora forte impatto della pandemia, ché a tutt’oggi si vedono le propaggini del virus incancrenirsi in un tessuto sociale sempre più diviso e divisivo, sfilacciato in molti mondi che a malapena comunicano. Oltre al Covid-19 Eurocontrol tiene conto delle stime di crescita rilasciate da Oxford Economics ad agosto 2021.

Come usualmente sta facendo dall’inizio della pandemia, l’Agenzia visualizza tre scenari: a bassa, media ed alta crescita.

Per lo scenario high il ritorno ai livelli di traffico aereo pre-Covid è previsto per l’estate del 2022, così che al 2027 si possa stare al 125% su base 2019.

Lo scenario base sposta l’orizzonte della full recovery a metà del 2023, un anno dopo, con il 111% del traffico su base 2029 raggiunto al 2027.

La proiezione low, più critica, pone il ritorno al 100% del traffico su base 2019 solo al 2027, così che nei prossimi anni si dovrà tenere conto di una pur minima stagnazione operativa. 

I provider dovranno pertanto, in maniera lungimirante, comprendere come la crescita dovrà essere endogena, proveniente da una positiva commistione tra un’imprescindibile valorizzazione delle risorse umane ed un investimento tecnologico altrettanto non più procrastinabile. Per essere pronti ai nastri di partenza. L’alto management deve inoltre valorizzare un dialogo bi-direzionale, top-down e bottom-up, con l’un verso a non prevaricare l’altro in nessun caso.

Importanti saranno anche altre contingenze: l’effettivo valore aggiunto portato da una compagnia di bandiera che sia veramente tale, l’efficace applicazione dei piani di recovery e resilienza (esempio da non seguire i piani per il mezzogiorno), l’apporto non secondario della componente industriale del Paese.

Su tutto ovviamente l’andamento della pandemia. È di pochi giorni la notizia della variante Omicron proveniente dal Sud Africa, con molte destinazioni aeree bloccate dal raggiungere l’Italia.

Alternative? Un lockdown a là cinese? 

Già a fine agosto 2020, su base 2019, il traffico aereo cinese non solo aveva recuperato ma si poneva al 105%/2019. Considerando ragionevolmente un load factor non ancora a livelli full, diminuito del 16% su base 2019. 

Nei due mesi di luglio ed agosto 2020 il traffico cinese, in relazione alle vacanze scolastiche, era ulteriormente salito del 36% (con le tratte internazionali ancora ininfluenti).

Tali statistiche dovute alla tipologia di lockdown attuato dallo Stato cinese: tempestivo, univoco, senza ambiguità, prescritto alla popolazione. Cosa impossibile in Occidente in generale, nei Paesi che hanno perso senso civico ancor più in particolare. 

red - 1240653

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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