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Il modello low-cost in Europa

Luca (6,41) La trave e la pagliuzza

Michael O'Leary, vulcanico amministratore delegato di Ryanair, verrà certamente ricordato come un innovatore rivoluzionario (e già qui però potremmo spendere parole sul fatto che si nasce incendiari e si muore pompieri). Come colui che ha letteralmente inventato il volo low-cost, non nel senso di essere l’autore del modello in sé, ma come colui che lo ha diffuso all’interno del comparto aeronautico europeo. Ha saputo oltremodo comprendere, sorretto dalle normative internazionali e comunitarie, che il modello anni ’70 dell’aviazione mitica, di quel modo di volare espressione elitaria di una certa unica classe sociale, non poteva reggere l’urto del consumismo di massa e della globalizzazione. Perché l’accesso della maggioranza a servizi e possibilità sociali ed economiche ha fatto sì che miliardi di persone si muovessero da una parte all’altra del globo.

È quindi una personalità importante, che parla alla pari con politica, finanza, economia reale del Paese.

Ha però come impronta di contraltare caratteriale il considerare nemiche altre categorie che operano all’interno del comparto aeronautico, ché periodicamente ricorda come l’Atc europeo abbia fallito nell’evolversi ed entrare a piè pari nel terzo millennio. Suo periodico cavallo di battaglia è il ricordare come il controllo del traffico aereo incida negativamente sui ritardi, sui costi dei vettori aerei, sulla sostenibilità ambientale del volo in quanto tale. 

Sa però l'ad che i costi Atc, necessari ovviamente se si è consapevoli che tutto ha un suo costo, incidono solo per il 4% sui bilanci delle compagnie mentre la scontistica applicata dalle stesse incide più del 9%? (Perché oramai tutti sappiamo che volare a 9 Euro nasconde, come sorta di doping, costi non addebitati all’utente finale ma che ricadono sul sistema tutto).

Quando ha acquistato i B-737 MAX-800 (20 già in esercizio e 192 in ordine) O’Leary ha pensato al fatto che il MAX impiega fino a 15 minuti per mettere in moto rispetto ai 6 del 737/800? Qual è la carbon footprint del MAX per le zone aeroportuali?

Dicendo che è possibile ridurre il periodo di addestramento dei Cta, l'amministratore delegato si farebbe operare da un chirurgo che ha fatto solo sei mesi di università?

Sa O’Leary che i delay Atc servono a garantire livelli di safety al momento inavvicinabili per tanti altri comparti socio-tecnici? Delay che potrebbero tra l’altro essere ridotti acquistando più aeromobili, visto che una macchina fa anche cinque tratte giornaliere, portandosi dietro financo il primo delay della giornata?

Bisogna sempre guardare alla trave nel proprio occhio e non alla pagliuzza nell'occhio dell'altro.

red - 1240978

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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