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CLARA MOSCHINI

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Traffico aereo di fine anno

Livelli ancora transitori o nuovi benchmark di lungo periodo?

La prima settimana di dicembre ha visto un importante picco di traffico aereo nei cieli europei. L’analisi relativa evidenzia come tale curva a salire sia in primis legata alla ripresa di medio periodo, ché l’inverno prossimo a venire pare caratterizzato da una virulenza pandemica meno impattante sui movimenti sociali delle persone. Grazie alle politiche di immunizzazione che, dove fortemente impattanti, hanno incontrovertibilmente messo in luce la necessità di tutelare la salute, personale e sociale, tramite appunto la profilassi vaccinale.

La seconda variabile indipendente è precipuamente legata alle prossime festività natalizie. Le persone cominciano a muoversi, chi per tornare dai propri cari, chi per usufruire delle ferie presso località turistiche.

A ciò infatti si lega il fatto che in prevalenza il picco di traffico è relativo a voli nazionali, ovvero a quei traffici domestici che congiungono le città principali delle singole Nazioni. 8 tra le prime 10 direttrici di traffico sono infatti intra-nazione. In ordine, sale il traffico domestico di Francia, Spagna, Norvegia, Uk, Italia, Turchia, Germania. A seguire poi le direttrici Germania-Spagna e Francia-Germania.

Questi valori assoluti hanno però bisogno di essere standardizzati ai valori del 2019, così da meglio esplicitare le curve di crescita. In generale, il traffico delle succitate direttrici ha media inferiore del 26% su base 2019. I valori estremi sono invece occupati dalla direttrice Germania-Germania, con -51%/2019 e dalla Norvegia-Norvegia con -7%/2019.

Su tutto incombe al momento la variante Omicron, che dovrà essere valutata nelle prossime settimane relativamente a virulenza e capacità di diffusione.

Altrettanto pacifica potrebbe inoltre essere la necessità di considerare il Covid-19 come permanente nel lungo periodo, ché la componente pandemica potrebbe divenire endemica, ovvero persistente nella società occidentale. Si tenga presente come epidemie passate hanno avuto cicli almeno biennali: la Spagnola di inizio XX secolo, l’influenza asiatica H2N2 tra il 1957 ed il 1960, la Sars tra 2002 e 2003, l’influenza suina A-H1N1 tra il 2009 ed il 2010. Oltre queste soglie temporali si passa alla fase endemica, ovvero ad una persistenza sociale della malattia tale da non poter completare l’opera di eradicazione della stessa.

Come inciderà questo sulle determinazioni delle persone? Gli Stati-Nazione saranno in grado di comunicare correttamente nuovi stili di vita? L’opinione pubblica riuscirà a reagire funzionalmente o resterà in balia dei social network?

Le risposte a queste domande faranno il paio con le previsioni relative ai nuovi livelli di traffico aereo, ché le persone si muovono se hanno margine economico ed allo stesso tempo si sentono sicure.

Pertanto se i livelli di traffico resteranno inferiori al benchmark 2019 in accordo allo scenario previsionale Low di Eurocontrol (ritorno ai livelli pre-Covid nel 2027) le azioni dei singoli provider potrebbero essere riviste relativamente agli archi temporali propri degli investimenti pianificati, improntando questi ultimi ad azioni più lungimiranti di recupero quantomeno nel medio periodo.

red - 1241079

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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