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Strage Ustica: Amato rilancia accuse alla Francia

"L'Eliseo lavi l'onta che pesa su Parigi", che risponde con un "No comment"

Si torna a parlare della strage di Ustica. Il velivolo McDonnell Douglas DC-9 (marche I-TIGI), partito dall'aeroporto "Guglielmo Marconi" di Bologna-Borgo Panigale e diretto all'aeroporto "Falcone e Borsellino" di Palermo-Punta Raisi, sarebbe stato abbattuto il 27 giugno 1980 da un missile sparato da un aereo non identificato in uno scenario di guerra aerea. Per questo motivo la Francia dovrebbe chiedere scusa all'Italia, secondo Giuliano Amato, ex presidente del Consiglio dei ministri e della Corte costituzionale, più volte ministro. 

"Le parole di Amato sono molto importanti, ripercorre l'intera vicenda e mette insieme tutte le informazioni di cui la magistratura è già in possesso. Le ridice con il tono giusto di chi non può accettare che nel nostro Paese si sappia che ci hanno abbattuto un aereo civile, si sappia -ce lo dice l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga- che sono stati i francesi e non si riesca a ottenere la dichiarazione delle loro responsabilità", afferma il presidente dell'Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica, Daria Bonfietti, intervistato dall'agenzia di stampa "Adnkronos".

Sulle cause della strage di Ustica la pensa diversamente l'ex senatore forzista Carlo Giovanardi: "Rilanciare balle cosmiche su Ustica non mi pare la cosa migliore da fare, anche perché ora gli atti che chiariscono la vicenda non sono più coperti dal segreto di Stato. Tutti possono leggere le minacce dell'Olp (Organizzazione per la Liberazione della Palestina, NdR) all'Italia nei giorni precedenti alla strage del Dc-9 Itavia".

Amato però, come dichiarato in una recente intervista rilasciata al quotidiano "la Repubblica", ribadisce che "era scattato un piano per colpire l'aereo militare sul quale volava Muammar Gheddafi, ma il leader libico sfuggì alla trappola perché avvertito da Bettino Craxi" (allora europarlamentare ed ex segretario del Partito socialista italiano. Da Parigi arriva un secco no comment, ma dal ministero degli esteri francese, guidato da Catherine Colonna, aggiungono: "Abbiamo già fornito tutto ciò che è in nostro possesso, ma restiamo a disposizione dell'Italia".

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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