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Israele: rischio guerra contro i palestinesi

Decine di aerei di Tel Aviv hanno colpito 800 obiettivi nella Striscia di Gaza

Almeno 600 vittime, 2200 feriti, 750 dispersi e oltre 100 persone rapite. È il bilancio delle ultime 48 ore di scontri armati fra israeliani e palestinesi. Una drammatica escalation di violenze in Medio Oriente che rischia di far scoppiare una guerra che non si vedeva da 50 anni. Ai missili lanciati dalla Striscia di Gaza, Israele ha risposto inviando decine di aerei da combattimento. 

Tutto è iniziato ieri, sabato 7 ottobre, alle prime luci dell'alba. Il comandante Mohammad Deif, alla guida di Hamas, l'organizzazione politica paramilitare che gestisce i territori palestinesi, aveva ufficializzato l'avvio dell'operazione "Al-Aqsa Flood": secondo le stime almeno 5000 razzi sono stati lanciati dalla Striscia di Gaza verso Israele, mentre i miliziani penetravano nei territori governati da Tel Aviv.

Oggi Governo israeliano, guidato dal premier Benyamin Netanyahu, ha autorizzato la messa in stato di guerra del Paese. Lo Stato ebraico, colto di sorpresa, ieri si è trovato improvvisamente a fare i conti con centinaia di morti e una presa di ostaggi senza precedenti. Un attacco arrivano nel giorno che chiudeva le festività ebraiche di Sukkot.

Funzionari di Tel Aviv affermano che l'aeronautica militare israeliana, secondo il più recente bilancio, avrebbe colpito circa 800 obiettivi di Hamas nella Striscia di Gaza, uccidendo 370 persone e catturando decine di combattenti. Intanto, gli Stati Uniti hanno fatto sapere che navi della marina ed aerei verranno spostati vicino alle coste di Israele come dimostrazione di sostegno.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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