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CLARA MOSCHINI

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Incendio dopo caduta di drone vicino tenuta controversa sul Mar Nero riconducibile a Vladimir Putin.

Oltre 400 soccorritori impegnati: danni diffusi alla vegetazione e valutazione del rischio ambientale

Da tre giorni un vasto incendio interessa una zona boscata sulle rive del Mar Nero, a circa 10 chilometri da una sontuosa tenuta che l'oppositore Alexei Navalny aveva in passato indicato come riconducibile a Vladimir Putin. Secondo le autorità russe, le fiamme sono scoppiate giovedì quando un drone, che Mosca attribuisce alle forze ucraine, è caduto nei pressi della località di Krinitsa, nel distretto di Guelendzhik, propagandosi rapidamente su oltre 40 ettari di vegetazione. Le operazioni di spegnimento hanno mobilitato più di 400 pompieri supportati da 102 mezzi terrestri, un aereo anfibio e due elicotteri. Il teatro dell'intervento è immediatamente vicino a una tenuta di pregio sulla costa, la cui proprietà è oggetto di contestazione politica: il Cremlino ha smentito che il presidente Putin ne sia il proprietario. Le autorità locali continuano a contenere i focolai e a valutare il rischio per le aree residenziali e l'ambiente costiero. Le immagini e i primi rapporti indicano danni estesi alla vegetazione; non sono stati al momento resi noti bilanci di feriti. Gli sviluppi vengono monitorati attentamente, anche alla luce delle implicazioni operative e strategiche legate all'uso di droni nelle operazioni transfrontaliere lungo il Mar Nero.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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