Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Sanzioni spingono la Russia a rimettere in efficienza ed importare usati

Flotta 2025: 67% esteri, produzione ridotta e manutenzioni affidate a Paesi amici

Secondo quanto riportato da "Izvestia", che cita fonti di Rostec, l’aviazione civile russa sta procedendo ad un programma di recupero di aerei usati: 12 aeromobili in fase di rimessa in efficienza, tra cui nove Tupolev Tu-214, un Antonov An-148 e due Ilyushin Il-96. 

Il piano è nato come risposta allo stretto dell’offerta interna: le sanzioni internazionali hanno rallentato la produzione nazionale di nuovi velivoli, comprimendo la capacità di rinnovamento della flotta. Il processo di ricondizionamento è iniziato nel 2022; finora dieci aeromobili sono stati completati e re-immessi in servizio operativo. 

Nel 2025 la produzione domestica ha registrato un’efficace contrazione: solo un esemplare è stato costruito rispetto ai 15 programmati. Per colmare il divario, le compagnie russe ricorrono all’acquisto di macchine di seconda mano da vettori esteri —esempio citato è Rossiya, che ha acquisito B-747 provenienti dalla fallita Transaero. Sempre nel 2025 è stato rimodernato un terzo 747 con 24 anni di vita operativa; un quarto è atteso entro il 2027. 

Parte delle attività di restauro viene affidata a strutture in Paesi considerati “amici”, tra cui l’Iran, dove si svolgono interventi di manutenzione e revisione pesante. Secondo i dati di Rosaviatsiya di ottobre 2025, la flotta civile registrata conta 1088 aeromobili, dei quali circa il 67% è di origine estera, sottolineando la dipendenza dalle piattaforme importate e la pressione sul settore nazionale per incrementare autonomie tecnologiche e capacità di sostituzione.

Red - 1267428

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
Simili