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Strategie italiane per la decarbonizzazione dell'aviazione

Saf, elettrificazione ed idrogeno: sfide industriali, costi e regolazione europea

Valentina Lener (Aeroporti 2030): la decarbonizzazione guida i trasporti. L'aviazione seguirà un mix ibrido—Saf, efficienza operativa, elettrico a breve-medio termine ed idrogeno a lungo. I Saf riducono fino all'80% di CO2 ma sono costosi e scarsi; servono politiche, investimenti e partnership

"Il domani della mobilità si progetta oggi: non basta sostituire i mezzi, serve ripensare il flusso di persone e merci in chiave efficiente, a basse emissioni ed integrata". Con queste parole Valentina Lener, direttore generale di Aeroporti 2030, ha aperto il convegno romano "Il futuro dei trasporti: per una vera neutralità tecnologica in Europa". 

Secondo il dg, la decarbonizzazione è il driver primario della trasformazione dei trasporti. Nel settore aereo — così come in quello marittimo— il percorso sarà ibrido: combustibili sostenibili (Saf, Sustainable Aviation Fuel), maggiore efficienza operativa, nuove architetture di velivoli e digitalizzazione avanzata costituiranno una combinazione di strumenti per ridurre l’impatto climatico. 

Per l’aviazione, ha sottolineato, Saf, propulsione elettrica a breve-medio termine e, sul lungo periodo, l’idrogeno rappresentano tre pilastri complementari, ognuno con un ruolo tecnico e operativo distinto. I Saf possono contenere fino all’80% delle emissioni di CO2rispetto ai carburanti fossili, ma affrontano limiti di scala e costi elevati. La produzione attuale è ridotta e più cara: il passaggio ai Saf determinerebbe oggi un incremento del costo medio annuo per tonnellata pari al 239%, mentre i carburanti sintetici segnerebbero un aumento del 819%. 

Per questo Lener ha richiamato il bisogno di politiche pubbliche, incentivi economici ed investimenti industriali, oltre a partnership strategiche tra compagnie aeree, produttori di carburante, aeroporti ed istituzioni. La spinta normativa europea, con il regolamento ReFuelEU Aviation che impone quote progressive di Saf —a partire dal 2% nel 2025— obbliga la filiera italiana a investire nella produzione e nell’uso sostenibile dei carburanti, pur restando la disponibilità globale di Saf ancora insufficiente rispetto alla domanda.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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