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CLARA MOSCHINI

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Aerei droni nella logistica 2025: progetti, lacune operative e vincoli

Casi d'uso medicali, distribuzione territoriale ed ostacoli regolatori all'integrazione

I droni stanno progressivamente affiancando i canali tradizionali di trasporto: non solo complementi a treni, aerei, navi e mezzi su gomma, ma soluzioni operative —oggi soprattutto in contesti critici e ad elevata esigenza di intermodalità— per il trasferimento di merci e, in prospettiva, anche di persone. È questo il quadro che emerge dalla ricerca 2025 dell’Osservatorio droni e mobilità aerea avanzata del Politecnico di Milano, presentata in un evento organizzato da Federtrasporto con il Freight Leader Council. 

A livello mondiale sono censiti 656 progetti: il 26% (171) riguarda il trasporto-passeggeri, il 74% (485) le merci. Tra le missioni cargo prevalgono i beni di consumo e le merci generiche (56%), mentre il 44% è riconducibile a flussi sanitari e medicali. 

Sul piano operativo, solo il 9% delle iniziative cargo è già pienamente operativo; la maggioranza è in fase di sperimentazione (54%) o è stata annunciata ma non ancora realizzata (34%). Nel settore medicale i droni vengono impiegati primariamente per il trasporto di dispositivi medici (37%), farmaci (32%) e campioni biologici/sangue (23%); il 72% di queste missioni è concentrato sull’ultimo miglio, dove il valore logistico è massimo. 

Per il trasporto di persone, invece, il 65% dei progetti è ancora in fase di annuncio ed il 35% in sperimentazione, con una distribuzione territoriale che vede il 58% delle iniziative in ambito urbano ed il 42% in aree extraurbane. Il dossier sottolinea come l’adozione estesa dipenderà dall’evoluzione normativa, dalle capacità di integrazione nel sistema del traffico aereo e dalla maturità tecnologica delle soluzioni di autonomia e sicurezza.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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