Controversia sull'impiego di agenti Ice per controlli aeroportuali
Jeffries denuncia rischi per la sicurezza, chiede standard formativi e lo sblocco dei salari Tsa
Hakeem Jeffries, leader dei democratici alla Camera, ha duramente criticato la scelta dell'amministrazione Trump di inviare agenti Ice (Immigration and Customs Enforcement) negli scali aerei nazionali per colmare l'assenza di personale Tsa ai controlli di sicurezza. Secondo il leader, mettere in campo "operatori non addestrati" dell'agenzia per l'immigrazione rischia di trasformare gli aeroporti in teatri di abusi — fino al punto, ha avvertito, di causare ferimenti o peggio. Il parlamentare ha richiamato alla memoria episodi recenti, tra cui la morte di due cittadini statunitensi e le contestate retate e violenze segnalate in Minnesota, per motivare la sua preoccupazione. La decisione arriva nel contesto del braccio di ferro sul finanziamento del Dipartimento della sicurezza interna: il mancato via libera al bilancio ha determinato un parziale shutdown ed il congelamento degli stipendi per alcuni operatori Tsa (Transportation Security Administration).
I democratici hanno opposto resistenza al provvedimento perché, dicono, vorrebbero condizioni che imponessero all'Ice standard operativi simili a quelli delle altre agenzie di sicurezza federali. Se i repubblicani non accetteranno tali garanzie, ha dichiarato Jeffries, la priorità immediata deve essere assicurare il pagamento del personale Tsa per mantenere livelli minimi di sicurezza negli aeroporti.
La vicenda solleva interrogativi operativi e legali: l'utilizzo di agenti Ice in funzioni tipicamente svolte da personale Tsa presenta implicazioni sulla formazione, sulla catena di responsabilità e sul rapporto con i viaggiatori, elementi che esperti di sicurezza aeroportuale considerano critici per la gestione del rischio e la fiducia pubblica.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency