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La trasformazione dell'aviazione russa: minaccia in evoluzione

Industria bellica, tattiche ed integrazione sensori-armamenti: implicazioni per la difesa europea

L’esperienza sul campo ed una significativa attività industriale hanno trasformato l’aeronautica russa in un avversario più complesso e credibile rispetto all’immagine diffusa prima dell’invasione dell’Ucraina. Lo sostiene un dossier di "Business Insider", che ha raccolto pareri di esperti di combattimento aereo: secondo il generale di divisione (r.) Gordon Davis, l’Occidente non può più permettersi la rassicurante narrazione di un’aviazione russa "inefficiente"; sarebbe un errore strategico sottovalutare Mosca sulla base della sola conta dei velivoli persi nelle prime fasi del conflitto. 

Justin Bronk del Rusi amplia il ragionamento: sebbene le forze russe abbiano registrato circa 130 perdite aeree dall’inizio della guerra, molte erano piattaforme datate —in particolare Su-25 da attacco al suolo— con limitata efficacia in uno scontro ad alta intensità contro la Nato. Parallelamente, l’industria bellica russa ha mantenuto linee di produzione e programmi di upgrade, immettendo in servizio numeri significativi di aerei Su-35S e Su-34 e recuperando capacità distrutte sul campo. Il risultato operativo non è solo un conteggio di aerei: è la combinazione di skill tattiche acquisite in combattimento, integrazione sensori-armamenti ed un rinnovamento della flotta che, in tempo di guerra, modifica rapidamente il profilo di minaccia. Per i pianificatori Nato la lezione è chiara: valutare la capacità russa solo sulla base delle perdite visibili è fuorviante. Serve una rivalutazione tecnica e strategica della minaccia aerea, incorporando tassi di produzione, modernizzazioni, difficoltà logistiche e l’apprendimento operativo accumulato da Mosca sul terreno.

Red - 1268651

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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