Sciopero Enav, i nodi del lavoro sul tavolo del nuovo amministratore delegato
Controllori sotto organico, smart working limitato e richiesta di modelli organizzativi moderni
Lo sciopero proclamato dalle organizzazioni sindacali di Enav (Società nazionale assistenza volo) il 10 aprile (vedi AVIONEWS) ha fermato per alcune ore il traffico aereo gestito dal fornitore nazionale di servizi di navigazione aerea, controllato dal ministero dell'Economia e delle finanze (Mef).
L'agitazione ha portato alla luce un malessere diffuso tra il personale, maturato in un periodo di crescente difficoltà nei rapporti con la direzione aziendale.
Uiltrasporti, tra le sigle promotrici, ha indicato tra le principali motivazioni la carenza di organici nel settore operativo, con particolare riferimento ai controllori del traffico aereo, e le ricadute sui carichi di lavoro e sulle turnazioni. A queste si aggiungono rivendicazioni economiche legate alla distribuzione della ricchezza prodotta dall'azienda ed il nodo dello smart-working, la cui applicazione limitata è stata letta dai sindacati come segnale di un approccio gestionale poco aperto al cambiamento.
Analoghe istanze sono state avanzate dal personale tecnico ed amministrativo, che chiede una revisione dei modelli organizzativi e l'introduzione di nuove figure professionali.
Lo sciopero è arrivato in una fase di transizione per Enav: il consiglio di amministrazione sta per essere rinnovato e l'azienda si appresta a nominare un nuovo amministratore delegato (vedi AVIONEWS).
I sindacati hanno dichiarato di attendersi dalla nuova governance una maggiore disponibilità al dialogo e risposte concrete sulle questioni aperte. Se questa aspettativa troverà riscontro nei fatti, o se il 10 aprile resterà un episodio in una vertenza più lunga, dipenderà dalle scelte che la nuova direzione compirà nei prossimi mesi.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency