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CLARA MOSCHINI

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Sita: condividere e coordinare dati operativi tra sistemi e partner obiettivo chiave per settore

Nonostante nel 2025 il trasporto aereo abbia investito una cifra record in tecnologia

Il report 2025 Air Transport IT Insights di Sita, fornitore globale di tecnologia per il trasporto aereo, rileva che, sebbene nel 2025 il settore abbia investito la cifra record di 50,8 miliardi di dollari in tecnologia, continua ad emergere un ostacolo ricorrente: laddove i dati non circolano in modo fluido tra sistemi e partner, l’investimento non riesce a sprigionare pienamente il valore per cui era stato progettato. Il costo di questo divario nel coordinamento dei dati è oggi più elevato che mai, alla luce dell’impatto globale che il conflitto in Medio Oriente continua ad avere sul settore. Gli operatori che investono per colmare questo divario stanno ponendo le basi per una resilenza che andrà oltre l’attuale fase di discontinuità.

 Compagnie ed aeroporti stanno aumentando gli investimenti in IT. Nel 2025, i vettori aerei hanno impegnato 36 miliardi di dollari, o il 3,6% dei ricavi, mentre gli scali hanno portato la spesa a 14,8 miliardi di dollari, pari al 7,3% dei ricavi, in crescita rispetto al 6,4% dell’anno precedente. La motivazione è coerente per entrambi: l’83% delle compagnie e l’89% degli aeroporti affermano che il processo decisionale basato sui dati è una priorità strategica, un chiaro segnale che il settore sta costruendo attivamente le fondamenta operative da cui ritiene dipenda la resilienza.

 L’affidabilità operativa è diventata un fattore diretto della performance finanziaria

Quando i processi operativi operano a ridosso della piena capacità, qualsiasi interruzione comporta conseguenze economiche dirette. Secondo Iata (International Air Transport Association), i soli ritardi dei voli valgono 30 miliardi di dollari dei ricavi complessivi del settore. È, quindi, fondamentale migliorare le previsioni e la risposta alle discontinuità, per questo motivo l’integrazione dei dati sta iniziando ad essere affrontata in modo attivo: il 46% delle aviolinee sta aggiornando i propri sistemi di flight operation per rendere le informazioni coerenti ed accessibili, in tempo reale, tra sistemi di volo, equipaggio, aeromobile e passeggeri. L’obiettivo è fornire ai team operativi la visione condivisa necessaria per intervenire prontamente, prima che un singolo ritardo diventi un problema di rete. Tuttavia, il 49% dei vettori identifica l’integrazione e l’allineamento dei dati come la barriera principale per raggiungere questo risultato. Quando le informazioni sono frammentate tra i sistemi, la finestra per un intervento tempestivo si chiude prima che possano essere efficacemente utilizzate.

L’AI può generare il massimo valore quando coordina decisioni su più sistemi contemporaneamente

Le prime implementazioni dell’AI in aviazione si sono concentrate su singoli sistemi: avvisi predittivi, ottimizzazione delle rotte, previsioni di manutenzione. Il cambiamento attualmente in corso è più significativo. Il 63% delle compagnie aeree utilizza l’AI nel controllo delle operazioni per gestire contemporaneamente interruzioni, assegnazione degli aeromobili e disponibilità degli equipaggi, valutando opzioni di ripristino attraverso più vincoli allo stesso tempo prima di raccomandare azioni. Il 79% indica l’AI generativa ed i large language model come la principale priorità di investimento per i prossimi 12 mesi, un segnale che l’ambizione è molto avanti rispetto all’implementazione attuale.

L’AI viene impiegata con maggiore sicurezza quando opera all’interno di un singolo sistema. È utilizzata meno dove le decisioni richiedono dati coerenti provenienti da più partner: solo il 17% delle compagnie usa l’AI per monitorare in tempo reale le attività di turnaround. Gli aeroporti stanno cercando di colmare questo divario: il 53% applica ora l’AI al turnaround degli aerei, in aumento rispetto al 36% del 2024. Ma il limite dell’impatto dell’AI non è la capacità, ma l’allineamento dei dati.

La cybersecurity ora protegge dati operativi condivisi, non solo singole piattaforme

Man mano che le compagnie aeree e gli aeroporti connettono più sistemi tra operazioni, passeggeri e partner, l’esposizione a un incidente informatico è cambiata. Una violazione non colpirebbe più una singola piattaforma: rischia di compromettere l’accuratezza e la disponibilità dei dati condivisi da cui dipendono le operazioni, come cambi di gate, stato del turnaround, informazioni sui passeggeri. Il 71% degli aeroporti colloca ora la cybersecurity al primo posto tra le aree di focus IT complessive e il 68% la indica come principale driver degli upgrade infrastrutturali. Il settore sta rispondendo: il 64% degli aeroporti applica già l’AI alla cybersecurity per rilevare prima le anomalie e ridurre i tempi di risposta, in aumento rispetto al 51% del 2024.

Le soluzioni di identità digitale stanno scalando rapidamente, ma il coordinamento resta il vincolo principale

La transizione verso credenziali di identità digitale emesse da compagnie aeree e aeroporti sta accelerando nettamente. Il 64% delle compagnie prevede di utilizzare credenziali emesse direttamente, in aumento rispetto al 32% del 2024, e il controllo di frontiera biometrico, già attivo nel 54% degli aeroporti, dovrebbe raggiungere l’83% entro il 2028. La tecnologia è pronta e l’investimento è stato impegnato. La chiave per generare valore è il coordinamento: il 57% delle compagnie aeree cita la cooperazione degli aeroporti come requisito principale per scalare le identità digitali, in aumento rispetto al 40% dell’anno precedente. Un programma di identità funziona solo quando ogni touchpoint nel percorso del passeggero riconosce in modo coerente lo stesso record. Senza questo allineamento, l’infrastruttura esiste, ma il beneficio no.

Gli investimenti nella sostenibilità sono più avanzati dove gli operatori controllano direttamente i dati

I dati sulla sostenibilità presenti nel report di quest’anno raccontano la stessa storia. Il focus è più forte dove un singolo operatore possiede il dato e la decisione: l’83% delle compagnie aeree sta implementando programmi di rinnovo della flotta, il 67% sta approvvigionando Sustainable Aviation Fuel (Saf) in località selezionate e il 75% degli aeroporti utilizza sistemi di gestione degli edifici per monitorare l’energia dei terminal. Tuttavia, l’adozione del tracciamento delle emissioni totali e della misurazione del carbonio in area airside, entrambi capacità che richiedono una condivisione dei dati coerente tra compagnie, ground handler ed infrastrutture, resta al di sotto del 20%.

Questo schema non è una coincidenza. Tra AI, cybersecurity, identità digitali e sostenibilità, il report rileva lo stesso limite: i progressi sono più avanzati dove i dati sono coordinati tra sistemi e partner.

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