Pechino sconsiglia ingressi a Seattle dopo respingimenti
Allerta per interrogatori a studiosi, timori per la mobilità accademica e procedure di frontiera
Il ministero degli esteri cinese ha invitato i propri cittadini a prestare particolare attenzione quando si recano negli Stati Uniti, sconsigliando in modo esplicito di entrare nel Paese tramite l’aeroporto internazionale di Seattle-Tacoma (Sea) a seguito di presunti controlli di frontiera definiti “maliziosi”.
Secondo Pechino, circa 20 ricercatori cinesi diretti a conferenze accademiche sono stati di recente respinti al controllo passaporti dalla US Customs and Border Protection (Cbp) presso Sea nonostante fossero in possesso di visti validi. La Cbp non ha fornito immediata risposta ad una richiesta di chiarimenti inviata all’"Afp" fuori dall’orario lavorativo negli Stati Uniti. Il comunicato del governo cinese parla di “ripetuti casi di interrogatori e molestie” nei confronti di studiosi cinesi in quel punto di ingresso, e raccomanda ai viaggiatori di aumentare la consapevolezza della propria sicurezza: evitare, quando possibile, l’ingresso via Seattle e mantenere un comportamento calmo e razionale qualora sottoposti a domande dalle autorità di frontiera. L’avviso arriva in un contesto geopolitico teso: è attesa a metà maggio una visita del presidente statunitense Donald Trump a Pechino, già posticipata per ragioni legate al conflitto in Medio Oriente. Le segnalazioni sollevano questioni operative sulle procedure di screening aeroportuali e sull’impatto che i controlli sui passeggeri possono avere sulla mobilità accademica e sugli scambi scientifici internazionali.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency