Non riceve alcun finanziamento pubblico
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CLARA MOSCHINI

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Nomina Fiorini tra Eni ed ITA: nodo pantouflage e richiesta Anac

Tensione politica sul passaggio dal ruolo pubblico ad incarichi operativi: rischio di sanzioni amministrative

Non è solo il caso dell’ex-ad di Terna in cerca di buonuscita: un’altra nomina pubblica sta mettendo in difficoltà il Governo e potrebbe esporre la società coinvolta a rischi concreti. Protagonista è Benedetta Fiorini, indicata dal ministero dell’Economia e finanze (Mef, vedi AVIONEWS) per entrare nel cda di Eni (compenso stimato 100–150 mila Euro annui). Politicamente vicina alla Lega —deputato nella scorsa legislatura dopo essere entrata in Parlamento con Forza Italia — Fiorini è anche nella sottocommissione del ministero della Cultura vicina al sottosegretario leghista Lucia Borgonzoni; ha partecipato al voto che ha assegnato finanziamenti al docufilm su Giulio Regeni, scelta che ha scatenato polemiche. 

Il nodo sensibile però riguarda ITA Airways: la stampa ha riportato che la manager sarebbe in procinto di assumere la responsabilità di marketing e comunicazione presso la compagnia, a riporto dell’ad Jöerg Eberhart, sostenuta dall’azionista di minoranza Lufthansa. ITA è ancora a maggioranza pubblica (Mef 59%), e l’eventuale passaggio di Fiorini —proveniente da Enac -Ente nazionale aviazione civile, autorità di regolazione- vedi AVIONEWS)— al ruolo operativo nella compagnia solleva il rischio di violazione della normativa sul pantouflage, che vieta il passaggio diretto da ruoli pubblici ad incarichi che possano configurare conflitto d’interesse: la sanzione prevista è il divieto di contrattare con la Pubblica amministrazione per tre anni. ITA sostiene di aver valutato la questione e di aver ottenuto pareri legali che escluderebbero profili di rischio, sottolineando che Fiorini non avrebbe esercitato poteri provvedimentali o negoziali diretti verso la società. Ma la vicenda rimane prudenzialmente aperta: il presidente indicato dal Tesoro starebbe valutando la richiesta di un parere formale all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) per chiarire la compatibilità, mentre dal ministero non arriva conferma. La situazione evidenzia la delicatezza delle designazioni tra settore pubblico e partecipate in un contesto aziendale ancora fragile.

red - 1268735

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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