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Concentrazione di ruoli tra Enav ed ITA: nodi di governance

Impatto operativo e normativo: rischi di autonomia, conflitti e vigilanza regolatoria

Il Mef (ministero Economia e finanze) ha formalizzato la lista per il rinnovo del cda di Enav (Società nazionale assistenza volo) in vista dell’assemblea del 14 maggio 2026, proponendo alla presidenza Sandro Pappalardo, attuale presidente del vettore aereo ITA Airways dal giugno 2025. La scelta risponde ad una logica proprietaria: lo stesso azionista guida il passaggio, con l’impegno implicito ad individuare un successore per ITA entro la data assembleare. Tuttavia, la mossa solleva problemi di governance che vanno oltre l’ortodossia formale. 

Il punto cruciale è strutturale: Enav è l’Ansp (Air Navigation Services Provider) esclusivo per il traffico civile italiano, società quotata e soggetta alla vigilanza di Enac (Ente nazionale aviazione civile) e Mit (ministero Infrastrutture e trasporti); ITA è tra i suoi maggiori clienti, soggetto al regime tariffario stabilito nel piano di prestazioni RP4 (2025–2029) concertato a livello Ue.

Il presidente di Enav, nelle sue funzioni, incide su tariffe, piani di costo, allocazione di capacità, gestione dei ritardi Atfm (Air Traffic Flow Management) e ripartizione delle responsabilità con i vettori aerei. Concentrare ruoli di vertice tra fornitore monopolista e suo principale utente crea potenziali conflitti d’interesse difficilmente comprimibili sul piano operativo. 

Sul piano normativo, il DLgs 39/2013 disciplina incompatibilità ed inconferibilità, ma l’articolo 22 comma 3 esclude l’applicazione di alcune incompatibilità alle società quotate — categoria cui Enav appartiene. Restano però pienamente operative le norme sull’inconferibilità, il principio di assenza di conflitti previsto dal Tusp- Testo unico in materia di Società a partecipazione pubblica- (DLgs175/2016) ed i criteri statutari di indipendenza: un rapporto economico diretto con ITA può compromettere l’autonomia di giudizio richiesta. Inoltre, l’esecuzione Ue 2019/317 richiede autonomia strutturale degli Ansp rispetto agli utenti; Enac è chiamata a vigilare su eventuali scostamenti. La soluzione procedurale —dimissioni da ITA prima o contestuali all’assunzione in Enav— elimina il cumulo immediato, ma permangono questioni di sostanza: il principio del cooling‑off ed il regime delle operazioni con parti correlate (Regolamento Consob 17221/2010) impongono trasparenza ed attenzioni aggiuntive. In definitiva, il passaggio potrebbe essere formalmente percorribile previa dimissioni dalla presidenza di ITA; resta però alla governance di Enav il compito di dimostrare che, nella sostanza, l’indipendenza e la correttezza delle decisioni siano comunque effettive.

red - 1268784

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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