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Caro carburante, Ue blocca i rincari sui biglietti aerei

Bruxelles: i rialzi del jet fuel non giustificano sovrapprezzi sui voli già acquistati

La Commissione europea invita i vettori aerei a non trasferire sui passeggeri l’eventuale rincaro del carburante, chiarendo che l’aumento dei costi del jet fuel non giustifica, di per sé, ritocchi del prezzo dei biglietti già venduti. Nelle linee-guida diffuse per orientare il settore dei trasporti e del turismo nella fase di tensione legata alla guerra in Iran, l’esecutivo comunitario ha infatti ribadito che le misure contenute nel documento non hanno carattere vincolante, pur essendo fortemente raccomandate.

Il punto centrale riguarda il diritto al rimborso dei passeggeri aerei. Bruxelles precisa che “le cancellazioni causate da prezzi del carburante eccezionalmente elevati, a differenza delle carenze locali di carburante, non possono essere considerate come ‘circostanze straordinarie’”. Il quadro cambia soltanto nel caso di una reale indisponibilità del carburante: il volo può essere cancellato ed il rimborso può essere negato, ma la carenza deve essere dimostrata. A ricordarlo è Anna-Kaisa Itkonen, portavoce della Commissione europea responsabile per il dossier, che nel briefing con la stampa ha sottolineato: “In questo momento non vediamo alcuna evidenza tangibile di carenze”.

La Commissione insiste sul fatto che “la situazione generale rimane stabile e, allo stato attuale, non vi sono prove concrete di carenze di carburante”. Al tempo stesso avverte che, se il conflitto dovesse prolungarsi, potrebbero emergere interruzioni nelle forniture, soprattutto per i carburanti per aerei. In questo contesto, Bruxelles ricorda anche che non esiste un divieto all’impiego del Jet A statunitense, leggermente diverso dal Jet A-1 internazionale.

Su questo fronte interviene anche Easa (European Aviation Safety Authority), che con un Bollettino di informazioni sulla sicurezza (Sib) ha già fornito agli operatori indicazioni sulla gestione sicura del carburante Jet A. L’agenzia osserva che il carburante è in uso nel Nord America, anche sui voli diretti verso l’Europa, ma avverte che “Una potenziale introduzione nei mercati che tradizionalmente utilizzano il Jet A-1 deve essere gestita adeguatamente”. Gli operatori devono infatti tenere conto delle differenze nelle proprietà del carburante, in particolare del punto di congelamento massimo più elevato del Jet A rispetto al Jet A-1. Per questo, le procedure operative delle compagnie, i controlli negli aeroporti e nelle organizzazioni di assistenza a terra, insieme alle comunicazioni tra le diverse strutture coinvolte, devono essere riesaminate in modo da gestire correttamente tutti i rischi connessi.

La Commissione precisa tuttavia che l’uso del Jet A non comporta “nessun richio per la sicurezza” dei passeggeri. “Gli aerei europei utilizzano già il carburante per aerei di tipo A, che è lo stesso utilizzato negli Stati Uniti. Quando un aereo decolla dagli aeroporti europei, ad esempio per voli transatlantici, e atterra negli Stati Uniti, deve fare rifornimento. Quindi, al ritorno in Europa, utilizza già il carburante transatlantico”, spiega un portavoce.

Sul piano commerciale, l’interpretazione giuridica fornita dall’esecutivo comunitario stabilisce che le compagnie aeree non possono inserire nei propri termini e condizioni clausole che consentano di aumentare il prezzo del biglietto rispetto a quello pubblicizzato al momento dell’acquisto solo perché il carburante si è rivelato più caro del previsto. Di conseguenza, i vettori che mantengono ancora la possibilità di applicare supplementi carburante dopo la vendita del titolo di viaggio devono adeguare le condizioni contrattuali, poiché non risultano conformi al regolamento sui servizi aerei.

Itkonen sottolinea che “In questo momento l’aumento dei prezzi di carburante è chiaramente prevedibile”, lasciando intendere che le compagnie non possano sfruttare la congiuntura per ribaltare i maggiori costi sui clienti. La portavoce aggiunge che, per la Commissione europea, “non consideriamo il caro-carburanti come circostanza eccezionale”. Da qui la conclusione: aumentare il prezzo di biglietti già acquistati non è giustificato e pone anche un problema di concorrenza leale e di funzionamento del mercato unico. Per questo, non è ammesso addebitare in modo retroattivo oneri aggiuntivi come i supplementi carburante.

Il principio richiamato da Bruxelles è netto: il prezzo finale del biglietto, comprensivo di tutti gli elementi inevitabili e prevedibili, deve essere sempre indicato quando si offrono o si pubblicano tariffe aeree al pubblico.

Red - 1269036

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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