Air India taglia i voli internazionali per pressione sui costi
Carburante e rotte spingono vettore aereo a ridurre frequenze internazionali
Le pressioni operative che gravano su Air India stanno costringendo la compagnia ad un ridimensionamento sensibile della programmazione internazionale proprio nel trimestre più intenso per la domanda, da giugno ad agosto. Alla base della decisione ci sono due fattori che, nelle ultime settimane, hanno inciso in modo pesante sui conti: le limitazioni allo spazio aereo legate alla guerra con l'Iran ed i prezzi record del carburante per velivoli.
Il vettore, sostenuto da Singapore Airlines e controllato congiuntamente dal gruppo Tata e da Sia, eliminerà quasi 140 voli a settimana, circa il 27% dell’operativo internazionale complessivo. “Questi cambiamenti mirano a migliorare la stabilità della rete ed a ridurre i disagi dell’ultimo minuto per i passeggeri”, ha spiegato Air India in una nota.
La contrazione interesserà collegamenti aerei verso Nord America, Europa, Australia ed Asia, con un numero di frequenze inferiore su più mercati chiave. Il quadro, secondo gli operatori del settore, è particolarmente severo per le compagnie indiane, già esposte ad una geografia operativa complicata dalle chiusure dello spazio aereo sopra Iran, Iraq, Israele, Kuwait, Qatar ed Emirati Arabi Uniti.
Sanjay Lazar, esperto di aviazione ed amministratore delegato di Avialaz Consultants, ha ricordato che la pressione non nasce soltanto dal conflitto in Medio Oriente. “Il Paese si trovava già a fronteggiare restrizioni all’utilizzo dello spazio aereo in Pakistan ed in Cina”, ha affermato. A suo giudizio, l’allungamento delle rotte, l’incremento delle ore di volo, i costi aggiuntivi per gli equipaggi ed il carburante extra consumato lungo i tragitti hanno reso l’attività “totalmente non redditizia”. L'esperto ha inoltre osservato che in India il carburante per aerei può costare fino al 40% in più rispetto agli hub globali, per effetto delle imposte locali.
Nel frattempo, il primo ministro indiano Narendra Modi ha esortato i cittadini a limitare i viaggi all’estero, richiamando l’attenzione sulla pressione esercitata dalla maggiore spesa per le importazioni sulla rupia indiana. La valuta, tra le peggiori performer asiatiche dall’inizio dell’anno, è scesa al minimo storico di 95,95 per dollaro, secondo i dati di Lseg.
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