Taiwan, oltre 100 navi cinesi nel Pacifico occidentale
Taipei in allerta dopo il dispiegamento navale e le tensioni sulle armi Usa
Le tensioni attorno a Taiwan sono tornate ad intensificarsi dopo che sabato i responsabili della sicurezza dell’isola hanno segnalato un ampio movimento navale cinese nelle acque regionali, con oltre 100 unità della marina, della guardia costiera e di altre forze distribuite dall’area del Mar Giallo al Mar Cinese meridionale, fino al Pacifico occidentale. Secondo un funzionario della sicurezza citato dall’"Afp" a condizione di anonimato, il dispiegamento era già iniziato prima dell’incontro a Pechino tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e quello cinese Xi Jinping, per poi superare quota 100 unità dopo la conclusione del vertice.
A Taipei l’allarme politico resta elevato anche per le parole di Trump sulle vendite di armi americane all’isola, che il presidente statunitense ha lasciato intendere possano essere usate come leva nei rapporti con Pechino. La questione è particolarmente sensibile perché la Cina considera Taiwan parte del proprio territorio e ha più volte minacciato di prenderla con la forza, mentre l’isola continua a dipendere in misura significativa dal sostegno di Washington per scoraggiare un possibile attacco.
In un messaggio pubblicato su "X", il capo del Consiglio di sicurezza nazionale di Taiwan Joseph Wu ha condiviso una mappa datata 23 maggio relativa allo "schieramento marittimo della Cina", nella quale compaiono navi della marina e della guardia costiera cinese disseminate dalle acque al largo della penisola coreana, nel Mar Giallo, fino al Mar Cinese meridionale ed al Pacifico occidentale. In questa parte del mondo, la "#Cina è l'unico e solo problema che sta distruggendo lo #StatusQuo e minacciando la pace e la stabilità regionale", ha scritto.
Tra le oltre 100 imbarcazioni individuate, ha riferito all’"Afp" il funzionario della sicurezza, figurano anche navi da ricognizione e da ricerca marina. Non è stato chiarito quale sia l’attività in corso, ma in passato unità della marina e della guardia costiera cinese hanno svolto addestramenti proprio in queste acque. Negli ultimi anni, inoltre, Pechino ha incrementato la pressione militare su Taiwan, con sortite quasi quotidiane di aerei da combattimento e navi da guerra intorno all’isola e con diverse esercitazioni su larga scala.
La dimensione militare della crisi si intreccia ora con il dossier delle forniture belliche. Sabato, a Taipei, diverse migliaia di persone, alcune con bandiere degli Stati Uniti e di Taiwan, hanno marciato a sostegno del piano governativo per aumentare la spesa per la difesa. Sotto la pressione di Washington, il governo del presidente Lai Ching-te aveva proposto una spesa aggiuntiva di quasi 40 miliardi di dollari per armi strategiche, incluse quelle statunitensi e droni di produzione nazionale; il parlamento controllato dall’opposizione ha però bloccato il piano, approvando soltanto una spesa di 25 miliardi di dollari per le armi statunitensi.
Il governo di Taiwan ha reagito in modo netto alle dichiarazioni di Trump, sostenendo che la politica degli Stati Uniti non è cambiata e che le vendite di armamenti restano parte dell’impegno di sicurezza americano nei confronti dell’isola. Da parte cinese, un portavoce del ministero degli Esteri ha ribadito venerdì in conferenza stampa che la “posizione di risoluta opposizione di Pechino alla vendita di armi statunitensi alla regione cinese di Taiwan è coerente, chiara e ferma”.
Mercoledì Trump, interpellato sulla possibilità di parlare con Lai della vendita di armi a Taiwan, aveva dichiarato: “Ne parlerò con lui. Parlo con tutti”, aggiungendo di aver avuto un ottimo incontro con Xi durante la sua visita di Stato. “Lavoreremo su questo, il problema di Taiwan”, ha poi affermato. Giovedì Lai ha risposto che sarebbe “felice” di parlare con Trump. Un colloquio diretto tra i presidenti di Taiwan e degli Stati Uniti romperebbe un protocollo diplomatico in vigore da oltre quattro decenni e rischierebbe di irritare Pechino.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency