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Ita Airways, nomine bloccate tra incompatibilità e vigilanza

Pantouflage e conflitti d’interesse frenano le nuove nomine in Ita Airways

La nomina di Benedetta Fiorini a dirigente di Ita Airways, con responsabilità su strategia, marketing e comunicazione, è rimasta bloccata e rischia di non andare in porto. La decisione era stata presa dal cda il 13 aprile, dopo una spinta arrivata dall’esecutivo, e l’azienda si era adeguata nonostante il ruolo della tedesca Lufthansa, oggi azionista forte con il 41%. Il nodo è arrivato subito dopo il passaggio dell’ex deputata leghista nel cda di Enac, avvenuto nel luglio 2024 su nomina del governo: quell’incarico, in un ente che vigila sulle compagnie aeree, ha fatto emergere il tema dell’incompatibilità con l’approdo in Ita.

Al centro della contestazione c’è il divieto di pantouflage, cioè il transito diretto da una funzione di controllo pubblico a una posizione in un’azienda soggetta a vigilanza, senza osservare un periodo di raffreddamento. Nel caso di Fiorini, le regole di Enac prevedono almeno due anni; un decreto attuativo della legge Severino anticorruzione indica invece tre anni. In un primo momento la compagnia aveva fatto sapere che i propri legali avevano escluso radicalmente ogni violazione della disciplina sul pantouflage. Successivamente, però, la posizione si è irrigidita: Fiorini si è dimessa da Enac per entrare in Ita, ma la società ha poi congelato l’assunzione in attesa di interlocuzioni con Enac e Anac al fine di chiarire il quadro normativo e le rispettive competenze.

A quasi due mesi di distanza, la dirigente non ha ancora preso servizio. Lo ha confermato al Fatto Quotidiano l’ad Joerg Eberhart il 4 giugno, senza aggiungere altro sul dossier Fiorini. All’Anac, intanto, non è mai arrivata una richiesta formale di parere: probabilmente si sono resi conto delle criticità, riferisce una fonte autorevole vicina all’Autorità anticorruzione. Nel frattempo, Fiorini è stata nominata dal governo anche nel cda di Eni, incarico che vale oltre 100mila euro l’anno.

Un caso diverso riguarda Sandro Pappalardo, presidente di Ita in quota Fdi. Il 14 maggio il Mef lo ha nominato presidente di Enav, società dei controllori di volo che figura tra i principali clienti della compagnia. Nel 2025 Enav ha incassato 76,9 milioni da Ita. Nonostante il nuovo incarico, Pappalardo non ha lasciato la presidenza di Ita: la sua posizione gli garantisce 500mila euro l’anno, mentre a Enav percepirà 170mila euro lordi annui. La permanenza a Ita durerà fino a quando Lufthansa non arriverà al 90% e designarà un nuovo presidente.

Tratto dal "Fatto Quotidiano"

Red - 1269390

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