ITA Airways e Maeci: firma sul protocollo d'intesa
Ma è nodo governance sul doppio ruolo di Pappalardo
Valorizzare il marchio Italia, potenziare il turismo e fare del trasporto aereo un volano per la crescita economica del Paese. Sono questi i pilastri del protocollo d’intesa siglato alla Farnesina tra il ministero degli Affari esteri (Maeci), rappresentato dal vicepremier Antonio Tajani, ed il presidente di ITA Airways, Sandro Pappalardo, (vedi AVIONEWS) a margine della Conferenza dei consoli d’Italia nel mondo.
L’accordo prevede una stretta cooperazione su più fronti: dalla "diplomazia della crescita" –con uno scambio di dati strategici per l'apertura di nuove rotte internazionali– alla "diplomazia sportiva", che introdurrà agevolazioni tariffarie per i grandi eventi. Una sinergia volta a supportare la competitività del sistema produttivo nazionale, definita dallo stesso Pappalardo come una vera e propria "infrastruttura strategica".
Il nodo della governance e la questione concorrenza
Se l'intesa incassa il plauso del Governo per la promozione del sistema Paese, l'accordo accende indirettamente i riflettori su una complessa questione di corporate governance che investe i vertici del settore aereo italiano.
Sandro Pappalardo, oltre alla presidenza della compagnia di bandiera, ricopre infatti anche la carica di presidente di Enav, la società controllata dallo Stato che gestisce il traffico aereo civile in Italia (vedi AVIONEWS). Una sovrapposizione di ruoli che, secondo gli osservatori del mercato, solleva non pochi interrogativi in termini di potenziale conflitto d'interessi e di tutela della libera concorrenza.
Il cuore della questione risiede nella natura stessa delle due aziende: ITA Airways è un operatore di mercato il cui obiettivo è espandere le proprie rotte commerciali a scapito dei competitor e ridurre al minimo i costi operativi.
Enav è un ente regolatore e fornitore di servizi che, per legge, deve garantire assoluta terzietà, neutralità e parità di trattamento a tutte le compagnie aeree che volano nei cieli italiani, incluse le agguerrite low-cost e i vettori internazionali.
Tra asimmetria informativa e neutralità del regolatore
Il testo del protocollo siglato con il Maeci menziona esplicitamente la "condivisione di studi, analisi e statistiche su trend di mercato e domanda internazionale". Proprio questo passaggio solleva i dubbi più stringenti: Enav dispone per sua natura di una mole sterminata di dati sensibili sui flussi di traffico di ogni singolo concorrente operante in Italia. Il timore latente del mercato è che la vicinanza strategica tra il vertice del controllore del traffico e quello di un singolo vettore possa generare un'asimmetria informativa a favore di ITA Airways.
C'è poi la partita economica: l'interesse di ITA è contenere le tariffe di rotta e di terminale per risanare i bilanci, mentre l'obiettivo di Enav è massimizzare l'efficienza e i ricavi tariffari regolati.
Fonti vicine agli ambienti societari ricordano che i comitati interni di Corporate Governance monitorano costantemente l'indipendenza dei manager e che, in casi di potenziale conflitto, si ricorre a rigide procedure di astensione dalle delibere e alla separazione delle deleghe esecutive. Tuttavia, l'attivismo di ITA Airways sul fronte geopolitico-istituzionale rimette al centro del dibattito l'opportunità delle governance duali nei settori regolamentati dello Stato, dove il confine tra "interesse nazionale" e "regole del libero mercato" si fa sempre più sottile.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency