CC, comandante generale Salvatore Luongo sul rafforzamento cooperazione internazionale
L'intervento durante il V summit dei capi delle polizie degli Stati membri Onu
In occasione dell’importante riunione dei ministri dell’Interno -viceministri–sottosegretari di Stato e dei capi delle polizie e delle gendarmerie promossa dal Dipartimento delle operazioni di pace delle Nazioni Unite, dedicata al ruolo della cooperazione internazionale nel rafforzamentodella pace, della stabilità e dello Stato di diritto, il generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, ha tenuto un intervento nell’ambito della sessione sul tema Strengthening international cooperation.
L’evento ha rappresentato un utilissimo momento di confronto multilaterale tra e le 142 delegazioni nazionali, con l’obiettivo di approfondire le principali sfide globali che incidono sulla sicurezza collettiva e sull’efficacia delle operazioni di pace. In tale cornice, è stato evidenziato il valore della cooperazione tra Stati, organizzazioni internazionali e forze di polizia, quale presupposto essenziale per affrontare minacce sempre più complesse, interconnesse e transnazionali.
Nel corso del suo intervento, il generale Corpo Armata ha espresso apprezzamento alle Nazioni Unite per l’organizzazione dell’iniziativa e per il costante impegno a favore della pace, della stabilità e della tutela dello Stato di diritto in un contesto internazionale caratterizzato da crescente complessità.
Il comandante generale ha richiamato l’attenzione sulle principali sfide che oggi superano i confini nazionali, tra cui l’intelligenza artificiale, la disinformazione, l’instabilità connessa ai cambiamenti climatici e la criminalità organizzata transnazionale, sempre più sofisticata. Tali fenomeni, è stato sottolineato, non possono essere affrontati in modo isolato, ma richiedono cooperazione, coordinamento e fiducia reciproca tra istituzioni e Paesi. In tale prospettiva, l’Italia sostiene con convinzione la visione di una Polizia delle Nazioni Unite moderna, agile, specializzata ed orientata alle persone, capace di contribuire efficacemente alle operazioni di pace e agli obiettivi più ampi delineati dal quadro Action for Peacekeeping e dal Pactfor the Future.
Il generale CA Salvatore Luongo ha, quindi, richiamato l’esperienza dell’Arma dei Carabinieri, evidenziandone il peculiare modello istituzionale, fondato sulla combinazione tra struttura militare e funzioni di polizia civile. Una duplice natura che, da oltre due secoli, consente all’Arma di operare quale elemento di raccordo tra la dimensione militare e quella civile della sicurezza, in particolare nei contesti fragili e di crisi, dove il coordinamento tra i diversi attori risulta determinante.
L’intervento ha inoltre posto l’accento sull’esigenza che la cooperazione internazionale di polizia si fondi su standard condivisi, valori comuni ed un approccio centrato sulle persone. In tale ambito, sono stati indicati come prioritari il rafforzamento dello Stato di diritto, la protezione dell’ambientee del patrimonio culturale, nonché la promozione della tutela e dell’empowerment delle donne.
Il comandante generale ha sottolineato, altresì, il ruolo essenziale della polizia di prossimità ed orientata alla comunità, quale strumento per costruire fiducia, rafforzare la legittimità dell’azione di sicurezza e renderla più efficace ed inclusiva.
Nel ricordare l’impegno dell’Arma dei Carabinieri in numerose missioni internazionali, il generale CA Luongo ha evidenziato il contributo offerto dall’Italia a sostegno della stabilità, del rafforzamento istituzionale e dell’efficacia operativa nei teatri di crisi. In questo quadro, il Center of Excellence for Stability Police Units di Vicenza continua a rappresentare un punto di riferimento per la promozione dell’interoperabilità, degli standard professionali e delle attivitàdi capacity-building, in stretta cooperazione con le Nazioni Unite e con i Paesi partner.
In conclusione, il comandante generale ha espresso profonda gratitudine a tutti coloro che prestano servizio sotto la bandiera delle Nazioni Unite in contesti difficili e pericolosi, rivolgendo un pensiero particolare ai peacekeeper feriti o caduti nell’adempimento del dovere. Il loro sacrificio, ha ricordato, testimonia come la pace non sia soltanto un’aspirazione, ma una responsabilità quotidiana, sostenuta con coraggio, disciplina e dedizione.
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