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CLARA MOSCHINI

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ENAV, radiomisure tra ritardi tecnologici e competitività ridotta

Flotta datata e droni sperimentali frenano le commesse internazionali

La capacità di ENAV di competere nel mercato delle radiomisure per clienti terzi appare oggi condizionata da una modernizzazione che, pur annunciata nei Piani Industriali e nelle comunicazioni societarie, non risulta aver raggiunto una concreta applicazione operativa. Le attività svolte fuori dal perimetro regolato, storicamente sostenute anche da commesse in Africa e Medio Oriente, scontano infatti l’assenza di una flotta rinnovata e di procedure realmente digitalizzate tra sistemi senza pilota e velivoli convenzionali. Ne deriva un’offerta meno competitiva rispetto agli operatori esteri, in grado di proporre minori costi per ora di volo e tempi più brevi per il rilascio delle certificazioni.

Il servizio continua a basarsi sui quattro velivoli Piaggio P.180 Avanti II acquisiti oltre dieci anni fa. L’età degli aeromobili e il progressivo deterioramento dei sistemi comportano oneri manutentivi in crescita e indisponibilità tecniche prolungate. Anche l’evoluzione delle apparecchiature di bordo procede lentamente: gli interventi previsti sulla consolle UNIFIS 3000, insieme all’adozione integrata dei protocolli più avanzati per la Performance-Based Navigation, non risultano completati. I tecnici restano quindi impegnati su architetture progettate all’inizio degli anni 2010.

Tra le iniziative più rilevanti presentate dalla società figurava l’impiego di sistemi a pilotaggio remoto nelle verifiche dei radioaiuti aeroportuali, compresi ILS e VOR. L’obiettivo era utilizzare gli UAS nelle ispezioni a bassa quota accanto agli aerei tradizionali, o in loro parziale sostituzione, per ridurre spese operative, limitazioni al traffico commerciale ed emissioni di CO2. Finora, però, l’utilizzo dei droni per le tarature ad alta precisione risulta sostanzialmente fermo oppure circoscritto a dimostrazioni e sperimentazioni.

Restano nella fase sperimentale anche gli elementi necessari a rendere stabile questo modello: le autorizzazioni, l’integrazione concreta con la piattaforma D-Flight e la certificazione degli apparati di misura installati sugli UAS. Le missioni ordinarie di controllo in volo continuano pertanto a dipendere interamente dalla componente ad ala fissa, mentre fornitori di servizi europei e concorrenti internazionali sviluppano soluzioni mirate a rendere le flotte più efficienti.

Il divario tra gli indirizzi strategici dichiarati e la loro esecuzione solleva una questione più ampia sulla continuità delle decisioni nelle grandi infrastrutture di Stato. I programmi industriali possono susseguirsi secondo tempi influenzati dai cicli delle nomine, senza che ciò garantisca il completamento delle iniziative operative previste. Per ENAV, la verifica dell’effettiva attuazione delle innovazioni non dovrebbe interrompersi nei passaggi di gestione, soprattutto in un settore nel quale affidabilità tecnica, disponibilità della flotta e capacità di risposta al mercato rappresentano fattori essenziali.

Red - 1270178

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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