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Aereo Ansaldo SVA 9 di Ferrarin esposto al Kansai Airport

La replica del raid Roma-Tokyo del 1920 trova casa permanente nello scalo giapponese

Un frammento emblematico della storia aeronautica italiana entra stabilmente in uno dei maggiori snodi del traffico aereo nipponico. Sabato, al Kansai International Airport (KIX), si è svolta la cerimonia con cui è stata consegnata la riproduzione dell’Ansaldo Sva 9 impiegato da Arturo Ferrarin nel raid Roma-Tokyo del 1920. Il velivolo resterà esposto nello scalo della regione del Kansai, che movimenta oltre 33 milioni di passeggeri ogni anno.

La riproduzione è stata costruita integralmente in legno da HangarFusina, realtà artigiana vicentina guidata da Giorgio Bonato, utilizzando i disegni originali dell’epoca. Prima del trasferimento al KIX, l’aeroplano è rimasto per sei mesi nel Padiglione Italia di Expo 2025 Osaka, attirando l’attenzione di milioni di visitatori.

L’esemplare richiama l’impresa compiuta da Ferrarin con il motorista Gino Cappannini, una delle traversate più rilevanti dell’aviazione del Novecento. Decollato da Centocelle il 14 febbraio 1920, il pilota arrivò a Tokyo il 31 maggio, al termine di un itinerario di circa 18.000 chilometri effettuato in 112 ore di volo effettivo. L’arrivo in Giappone fu accolto da manifestazioni solenni e dall’udienza con l’Imperatore.

La collocazione permanente dell’Sva 9 nel principale aeroporto internazionale del Kansai offre ai viaggiatori la possibilità di incontrare una pagina centrale dell’aeronautica italiana. L’iniziativa si inserisce inoltre nelle celebrazioni per il 160esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, riproponendo il valore simbolico di un volo che, oltre un secolo fa, contribuì ad avvicinare i due Paesi e che oggi consente di presentare al grande pubblico le capacità italiane nel comparto aerospaziale.

Durante la cerimonia, l’ambasciatore d’Italia a Tokyo Mario Andrea Vattani ha dichiarato: “La traversata Roma-Tokyo compiuta dalla compagine guidata da Arturo Ferrarin nel 1920, una grandiosa impresa per l’epoca, fu una pietra miliare nei rapporti tra Italia e Giappone. Questo aereo è poi entrato a far parte della cultura pop giapponese, anche grazie alla sua comparsa nel famoso film Porco Rosso del celebre regista di anime nipponico Hayao Miyazaki. Nell’anno in cui si celebrano i 160 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, e come ha fatto all’Expo di Osaka 2025, lo Sva 9 di Arturo Ferrarin ci racconta le origini di quella che oggi è la nostra straordinaria capacità di innovare in settori di avanguardia come aerospazio e difesa, dove abbiamo oggi una strettissima collaborazione bilaterale”.

red - 1270113

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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