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Michelangelo Dome, test in Ucraina per lo scudo anti-drone

Mariani: più acquisti europei per trasformare la spesa Ue in leva industriale

La crescita della spesa per la difesa nell’Unione europea può rafforzare anche la base industriale continentale, a condizione che una quota maggiore delle acquisizioni venga indirizzata verso prodotti sviluppati in Europa. È la valutazione di Lorenzo Mariani, amministratore delegato di Leonardo, espressa nelle interviste rilasciate a "La Stampa" ed a "Il Messaggero". "L'incremento programmato a livello Ue guarda a una crescita graduale e ad un buon bilanciamento tra sistemi specificamente orientati alla difesa, di puro armamento, con quelli più orientati alla sicurezza, come cyber e droni", afferma l'ad. "Il nuovo ciclo di spesa può diventare anche un volano industriale se si riuscirà a concentrare ancora di più gli acquisti su sistemi europei".

In questo quadro si inserisce il Michelangelo Dome, lo scudo multidominio di Leonardo progettato anche per contrastare le minacce portate dai droni. Entro la fine dell’anno il sistema sarà sottoposto a test in Ucraina, dopo una fase di prove incrementali già in corso in Italia.

Il segmento anti-drone basato sull’artiglieria, secondo Mariani, sta rispettando la pianificazione. "Lo sviluppo sta andando bene. La misurazione è sull'avanzamento delle attività programmate per la capacità anti-drone artigliera: mettere artiglierie da 30, 40, 76 millimetri in rete, coordinate da un sistema di comando e controllo con un buon sensore, selezionando l'arma e il tempo giusti. L'abbiamo realizzato, lo stiamo provando in maniera incrementale in Italia e lo proveremo in Ucraina".

Accanto alle soluzioni cinetiche, l’azienda considera essenziale l’impiego di tecnologie ad energia diretta e di disturbo. "Sul laser stiamo investendo tutti. Le armi non cinetiche (laser, disturbatori, energia diretta) sono una componente importantissima dell'anti-drone. Noi stiamo lavorando per fare sistemi fortemente trasportabili che integrino una piccola arma balistica e armi non cinetiche", osserva l’amministratore delegato.

Leonardo e Mbda dispongono inoltre di un programma per sviluppare un sistema laser a potenza media. Il progetto è ancora in una fase iniziale e richiederà tempo, poiché occorre sviluppare sorgenti che evitino una dipendenza dagli Stati Uniti. "Ci stiamo lavorando: siamo partiti dalla sperimentazione per armamento navale come i tedeschi, mentre gli inglesi sono sull'armamento terrestre. C'è dentro Mbda un minimo di coordinamento, ma ogni Nazione su questa parte è molto gelosa", evidenzia l'ad.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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