Hormuz, scontri navali tra Iran e Stati Uniti
Petroliere e droni nel mirino mentre cresce la pressione sulle rotte energetiche
Lo Stretto di Hormuz resta al centro di una nuova escalation tra Iran e Stati Uniti, in una fase segnata dal mancato avanzamento degli sforzi diplomatici sul conflitto in Medio Oriente. Teheran mantiene il blocco del passaggio marittimo, mentre Washington prosegue quello dei porti iraniani e ribadisce l’obiettivo di intensificare la pressione economica sulla Repubblica islamica.
Il comando statunitense responsabile dell’area ha dichiarato di avere reso “inutilizzabili in modo permanente” due petroliere iraniane e di avere “completamente distrutta” una terza. Secondo la ricostruzione americana, le unità colpite appartenevano ad una “rete clandestina” capace di garantire alle Guardie della rivoluzione ed ai loro alleati finanziamenti per “diversi miliardi di dollari”.
In risposta, i Guardiani della rivoluzione hanno rivendicato l’attacco contro un drone navale degli Stati Uniti. In un comunicato trasmesso dalla televisione di Stato, l’Irgc ha affermato di avere “attaccato un veicolo di superficie militare senza equipaggio (veicolo senza pilota a controllo remoto) statunitense che stava tentando di entrare nell’area protetta dello Stretto di Hormuz”. Il corpo iraniano ha inoltre sostenuto di avere colpito tre petroliere impegnate in transiti considerati non autorizzati nello stretto, oltre a tre navi statunitensi in altre zone, invitando le ulteriori imbarcazioni a non utilizzare rotte che Teheran non abbia approvato.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency