Etna, Barbagallo incalza il Governo su voli ed assistenza passeggeri
Il deputato Pd chiede un piano stabile per gestire cenere, dirottamenti e collegamenti alternativi
La capacità del sistema pubblico di affrontare le ricadute operative dell’attività dell’Etna torna al centro del confronto alla Camera. Nella replica all’interpellanza urgente, il segretario regionale del Pd Sicilia e deputato Dem Anthony Barbagallo ha chiesto chiarimenti sulle misure disponibili qualora si ripeta un’eruzione prolungata, dopo le difficoltà registrate nell’estate e le ulteriori soppressioni di voli delle ultime settimane.
Secondo Barbagallo, la chiusura dell’aeroporto di Fontanarossa in presenza di cenere vulcanica non può essere trattata come una circostanza eccezionale, poiché si presenta decine di volte ogni anno. Il parlamentare ha richiamato quanto avvenuto in agosto, quando sono stati cancellati oltre 700 voli e altrettanti sono stati dirottati, denunciando carenze tanto nell’assistenza ai viaggiatori quanto nella gestione della cenere, che i Comuni devono raccogliere e smaltire autonomamente.
“Di fronte all’attività eruttive gli attori istituzionali sono chiamati ad adottare correttivi”, ha dichiarato Barbagallo, attribuendo una responsabilità al Governo nazionale, alla Regione Siciliana e al ministro Salvini, competente per i trasporti e, attraverso l’Enac, per gli aeroporti e i rapporti con i vettori. Per il deputato, migliaia di passeggeri sono rimasti senza adeguata assistenza nelle aerostazioni oppure hanno dovuto affrontare costi fino a 800 euro per raggiungere Trapani o Palermo.
Il segretario del Pd Sicilia ha inoltre sostenuto che il Governo non avrebbe sollecitato le compagnie aeree a rispettare gli obblighi previsti dalle norme europee in materia di trasferimento dei passeggeri tra aeroporti. “Il governo ha mai chiamato queste compagnie per ricordare loro che secondo le norme europee vigente tocca a loro garantire gli spostamenti da un’aerostazione all’altra? Crediamo proprio di no”, ha affermato, collegando la questione ai vettori già indicati come protagonisti del caro voli.
Nel suo intervento, Barbagallo ha contestato anche la ricostruzione esposta in Aula sulla Regione Siciliana, ritenuta responsabile dell’insufficienza dell’assistenza e del numero di pullman disponibili per ciascun aereo. “Se accade di nuovo una eruzione prolungata il sistema stato-regione-protezione civile, è in grado di intervenire concretamente evitando le scene da girone dantesco di questa estate? Nessuna risposta”, ha detto. Infine ha invitato il Governo, nel quadro di un potenziamento coordinato dello scalo di Comiso, gestito da Sac come Fontanarossa, a chiedere a Ita perché all’aeroporto Pio La Torre non sia ancora attivata l’accettazione dei bagagli, misura che potrebbe agevolare le operazioni nelle situazioni di particolare emergenza.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency