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Gli errori di Profumo e le tasche dei contribuenti

L'ad di Leonardo ancora in difficoltà; il testo dell'interrogazione

Avanti il prossimo, gli lascio il posto mio: sono queste le parole che sempre più associazioni, politici e molte altre parti più o meno chiamate in causa pretendono siano pronunciate da Alessandro Profumo, attuale amministratore delegato di Leonardo. Purtroppo, però, Profumo non è Cocciante e, nonostante l’accerchiamento, continua a fare spallucce. Il processo sui derivati Alexandria e Santorini ha inchiodato il manager ligure, accusato di false comunicazioni sociali e manipolazione informativa e condannato in primo grado dal Tribunale di Milano a sei anni di reclusione (leggi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS). In queste ultime ore si sta parlando molto di un’importante richiesta parlamentare targata Cinque Stelle, una interpellanza che pretende un atteggiamento quanto meno diverso da parte dall’ex-presidente di Monte dei Paschi. La richiesta reca le firme di Elio Lannutti (ex-presidente dell’associazione dei consumatori Adusbef), Margherita Corrado, Marco Croatti, Luisa Angrisani, Gabriele Lanzi, Elena Botto, Fabrizio Trentacoste ed Orietta Vanin. Il loro appello è svolto al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, affinché adotti un’azione di responsabilità contro Profumo e Fabrizio Viola, ex-ad di Mps. 

Il Movimento 5 Stelle si è dunque rivolto al Tesoro per un risarcimento in solido contro i due amministratori, evitando che il salvataggio della banca senese sia l’ennesimo costo per i contribuenti. Tra le altre cose, i politici pentastellati hanno chiesto al Governo una revoca di Profumo dalla carica di consigliere da qualsiasi società partecipata dallo Stato, di conseguenza il riferimento non può che andare a Leonardo. La condanna milanese ha interdetto l’ad dagli uffici direttivi delle persone giuridiche per due anni, uno dei tanti aspetti difficili da digerire. I riflettori sono puntati anche sulla cessione di Monte dei Paschi di Siena ad Unicredit mediante ricapitalizzazione ed aumento di capitale: la fusione di cui si sta parlando da qualche giorno non convince il Movimento 5 Stelle, visto che lo Stato italiano dovrebbe accollarsi le passività legali della banca toscana, il che significherebbe 7-8 miliardi di Euro che i cittadini dovranno “saldare” di tasca loro. E Profumo che fa intanto? Attende, ma l’attesa sembra simile a quella teatrale di Godot, infruttuosa e inutile come poche. Non c’è ormai alcun dubbio, si può far diventare meno misogino un vecchio modo di dire, affermando che in questo momento “dici Profumo, dici danno”. 

Sull'argomento leggi anche l'articolo pubblicato da AVIONEWS

Riportiamo il testo integrale dell'atto parlamentare presentato.

"Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-04564 presentata da Elio Lannutti

mercoledì 2 dicembre 2020, seduta n.279

Lannutti, Corrado, Croatti, Angrisani, Lanzi, Botto, Trentacoste 

Al ministro dell'Economia e delle finanze. 

Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

nel periodo 2008-2011 sotto la guida di Giuseppe Mussari (presidente) ed Antonio Vigni (direttore generale) e nel periodo 2012-2015 sotto la guida di Alessandro Profumo (presidente) e Fabrizio Viola (amministratore delegato e direttore generale), il Monte dei Paschi di Siena (Mps) ha illecitamente contabilizzato come investimenti in titoli di Stato 5 miliardi di Euro di temerarie speculazioni in prodotti finanziari derivati eseguiti con due banche estere (Deutsche Bank, Nomura), indicate anche come operazioni 'Deutsche Bank' e 'Nomura', con il fine (anch'esso risultato illecito) di occultare le perdite di altre operazioni di investimento denominate 'Santorini' ed 'Alexandria';

l'8 novembre 2019, riconosciuta la responsabilità penale per le due operazioni, il Tribunale di Milano con sentenza n. 13490/19 ha condannato Giuseppe Mussari ed Antonio Vigni rispettivamente a 6 anni e 6 anni e 6 mesi di reclusione, i funzionari responsabili delle banche Deutsche Bank e Nomura a pene comprese tra i 2 ed i 5 anni di reclusione ed ha condannato le banche estere in quanto responsabili civili;

il 15 ottobre 2020, riconosciuta la responsabilità penale sempre con riguardo alle suddette operazioni nel periodo 2012-2015, il Tribunale di Milano con separato procedimento ha condannato in primo grado Alessandro Profumo e Fabrizio Viola a 6 anni di reclusione;

le operazioni Deutsche Bank e Nomura hanno arrecato danni patiti e patiendi al patrimonio di Mps quantificabili sulla base delle rappresentazioni rese da Mps stessa in 7691 milioni di Euro;

considerato, inoltre, che, sempre per quanto risulta:

il contratto la cui causa sia illecita è nullo (ai sensi dell'articolo 1418 del codice civile): pertanto sia i contratti perfezionati al fine di porre in essere le due operazioni sotto la guida di Mussari e Vigni, sia i contratti perfezionati per chiudere le operazioni con Deutsche Bank e Nomura sotto la guida di Profumo e Viola sono nulli. L'azione per far dichiarare la nullità non è soggetta a prescrizione;

il 18 maggio 2020, il ministero dell'Economia e delle finanze (Governo Conte II, ministro Gualtieri) con il proprio voto determinante, in quanto azionista di maggioranza assoluta, ha respinto la proposta formulata dal socio Bluebell partners ex artt. 2392 e 2393 del codice civile di azione di responsabilità nei confronti di Profumo e Viola, che il ministero aveva già respinto nelle assemblee di aprile 2016 (Governo Renzi, ministro Padoan), di aprile 2018 (Governo Gentiloni, ministro Padoan) e di aprile 2019 (Governo Conte I, ministro Tria);

il ministero, in quanto azionista di maggioranza assoluta, il 18 maggio 2020 ha nominato la maggioranza del consiglio di amministrazione di Mps, tra cui il presidente, la dottoressa Patrizia Grieco, che, per quanto noto a tutt'oggi, nemmeno dopo la sentenza di condanna di Profumo e Viola il 15 ottobre si è attivata per proporre ai soci di votare l'azione di responsabilità contro di loro, o a promuovere un'azione per il riconoscimento della nullità dei contratti relativi all'accensione (2008, 2009) e alla chiusura (2013, 2015) delle operazioni Deutsche Bank e Nomura, oppure a proporre azione risarcitoria nei confronti delle banche estere in solido con gli ex-amministratori Profumo e Viola, finalizzata a ristorare il patrimonio di Mps dei danni che Mps stesso ha permesso di quantificare in non meno di 7,6 miliardi di Euro. La presidente Grieco e l'intero consiglio di amministrazione di Mps sono stati per questo già diffidati;

il consiglio di amministrazione di Mps, presieduto dalla dottoressa Grieco, per quanto ampiamente riportato dalla stampa, ha deliberato nell'agosto 2020 di non interrompere i termini di prescrizione dell'azione di responsabilità nei confronti di Profumo in scadenza il 5 agosto 2020 (ovvero 5 anni dalla data di cessazione dell'incarico ad agosto 2015). Quindi, solo grazie alla condanna penale i termini della prescrizione sono stati parzialmente prorogati, limitatamente ai danni che sono conseguenza delle condotte risultate penalmente rilevanti. Mentre restano impregiudicati i termini dell'azione di responsabilità nei confronti di Fabrizio Viola (scadenza settembre 2021), il quale ha sottoscritto gli scellerati contratti in danno alla banca stipulati da Mps nel dicembre 2013 e nel settembre 2015, che impediscono di proporre azione di regresso e rivalsa contro le banche estere;

il 13 novembre 2020, Mps ha pubblicato la relazione finanziaria al 30 settembre 2020 da cui è emersa l'esistenza di uno 'shortfall di capitale' (ovvero di un disavanzo di capitale rispetto ai requisiti fissati dalla Bce) e ha addirittura rappresentato che il presupposto di operare in continuità aziendale faceva affidamento sull'impegno del ministero dell'Economia di fornire il supporto patrimoniale necessario per garantire il rispetto dei requisiti di capitale minimi ovvero per sopperire allo shortfall;

in base a notizie riportate dalla stampa, il ministero avrebbe allo studio la cessione di Mps ad UniCredit previa una ricapitalizzazione attuata mediante un aumento di capitale in Mps tra 2 e 2,5 miliardi di Euro, un intervento legislativo finalizzato in sostanza a trasformare in patrimonio 3 miliardi di Euro di deferred tax asset altrimenti inutilizzabili da Mps e l'accollo allo Stato delle passività legali da cui Mps è schiacciata per effetto delle operazioni Deutsche Bank e Nomura (5,6 miliardi di Euro) al netto degli accantonamenti a fondo rischi, una manovra quantificabile in non meno di 7-8 miliardi di Euro a carico dei contribuenti,

si chiede di sapere:

se il ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

se ritenga di dover deliberare un'azione di responsabilità contro Alessandro Profumo e Fabrizio Viola;

se ritenga di dover promuove un'azione risarcitoria in solido contro gli ex-amministratori Profumo e Viola, in solido con le banche estere Deutsche Bank e Nomura per 7-8 miliardi di Euro, per scongiurare che venga addossato ai contribuenti (peraltro in un momento così difficile per il Paese) il costo dell'ennesimo salvataggio di Mps (7-8 miliardi di Euro ove le misure riportate dalla stampa fossero attuate);

se non ritenga di dover procedere con la revoca di Alessandro Profumo dalla carica di consigliere da qualunque società partecipata dallo Stato (ovvero Leonardo) in quanto ha minato il pactum fiduciae dopo la condanna in primo grado del 15 ottobre 2020, con cui Profumo è stato anche 'interdetto dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese nonché incapace di contrattare con la pubblica amministrazione per la durata di anni due', dopo un secondo procedimento penale, dove risulta indagato per falso in bilancio e manipolazione informativa con riguardo alla contabilizzazione delle sofferenze di Mps, ed un terzo procedimento, come ex-amministratore delegato di UniCredit, che lo ha visto oggetto di un provvedimento di pignoramento di un quinto dello stipendio". (4-04564)

Sr - 1233710

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