Prestito dell'aereo B-747 qatariota: ritardi, costi e rischi per la Casa Bianca
Retrofit da centinaia di milioni, nodi costituzionali e polemica sul velivolo presidenziale
Per tamponare i ritardi nel programma di sostituzione dei VC-25A, l’amministrazione Trump ha accettato lo scorso anno in uso temporaneo un B-747/8 di lusso donato dal Qatar e già impiegato dalla famiglia reale qatariota (vedi AVIONEWS).
L’aereo dovrebbe coprire le esigenze operative fino all’arrivo dei nuovi VC-25B, la cui entrata in servizio è ora prevista non prima del 2028: l’ultimo report dell’Air Force, datato lo scorso mese, indica il primo velivolo operativo a metà 2028, seguito da un secondo nell’anno successivo.
Il programma di rinnovamento, partito con una stima di 3,9 miliardi nel 2018, ha visto i costi salire oltre i 5 miliardi. Il B-747 qatariota è attualmente sottoposto ad un corposo retrofit: aggiornamenti per la sicurezza a bordo, integrazione dei sistemi di comunicazione presidenziali ed installazione di contromisure difensive. Fonti ufficiali stimano spese aggiuntive nell’ordine di centinaia di milioni di dollari. La soluzione "a prestito" ha scatenato critiche bipartisan: si evidenziano rischi di sicurezza, potenziali implicazioni relative alla Emoluments Clause e dubbi sul destino finale dell’aereo —alcuni temono possa finire alla Trump Presidential Library dopo la presidenza.
Trump ha difeso l’accettazione del velivolo, definendola una scelta ovvia di fronte ad un dono "gratuito" e di buona fede. Nelle ultime ore, mentre la stampa alla Casa Bianca è stata trasferita su un velivolo sostitutivo, la portavoce Karoline Leavitt ha commentato con ironia che il jet qatariota "ora suona molto meglio".
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency