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CLARA MOSCHINI

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Enav, rete Enet2 ferma nonostante collaudo e finanziamenti

La migrazione rallenta mentre la vecchia infrastruttura continua a sostenere i servizi critici

La recente interruzione della rete dati Enav ha riportato all’attenzione pubblica una questione infrastrutturale che merita un tempestivo approfondimento da parte delle autorità competenti. 

La rete Enet, tuttora utilizzata come infrastruttura primaria per la trasmissione dei dati operativi mission-critical, presenta da tempo evidenti elementi di obsolescenza tecnologica e criticità manutentive, mentre la nuova rete Enet2 , completata, collaudata e finanziata, non risulta ancora attivata. Il backbone di Enet2 è stato collaudato nel 2022. Da quella data sarebbe stato necessario procedere all’attivazione dei 72 siti aeroportuali nazionali ed alla migrazione dei servizi di trasmissione dati, così da consentire la dismissione progressiva della vecchia rete e la contestuale riduzione dei costi operativi. Ad oggi risultano predisposti solo 10 siti, e solo parzialmente migrati. 

Gli apparati della rete Enet2 sono di proprietà Enav (gestiti dal personale specializzato Atsep), ma la connettività continua a poggiare sulla tecnologia Enet fornita da Tim, nonostante le indicazioni dell’"Agcom" che già nei primi anni 2020 aveva segnalato l’obsolescenza degli apparati utilizzati e la progressiva impossibilità di reperire sul mercato ricambi e competenze tecniche dedicate.

Sul piano amministrativo, la prosecuzione del rapporto contrattuale relativo alla rete Enet presenta profili che richiedono un'immediata verifica istituzionale. L’affidamento diretto e le successive proroghe, motivate dalla presunta necessità di mantenere attiva la rete per il tempo strettamente necessario all’accensione di Enet2, risultano oggi palesemente non coerenti con lo stato reale di avanzamento del progetto. Il contratto di “Phase In” risulta essere un’integrazione del “Phase Out”, che a sua volta era un’integrazione della proroga del contratto già prorogato. Tale sequenza di atti integrativi merita un approfondimento formale da parte dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) per verificare la correttezza delle procedure adottate e la conformità alle norme in materia di contratti pubblici.

Il consiglio di amministrazione di Enav, nel 2019, aveva approvato un perimetro economico per l’implementazione di Enet2 che prevedeva un periodo di funzionamento in parallelo strettamente limitato nel tempo.  Tale perimetro risulta oggi totalmente azzerato: la rete nuova non è stata attivata e la rete vecchia continua a generare costi ingenti, dovuti anche alla necessità di ricorrere a fornitori ultra-specializzati per la fabbricazione ad hoc di apparati ormai fuori produzione.

Alla luce di questi elementi, appare urgente un intervento istituzionale volto a verificare:

•    la conformità delle procedure di affidamento diretto e proroga dei contratti relativi alla rete Enet;

•    la coerenza tra gli atti deliberativi ed economico-finanziari del cda Enav (2019) e l'effettivo stato di avanzamento del progetto Enet2 dal 2023 in avanti;

•    il rispetto delle indicazioni dell’"Agcom" in materia di dismissione di apparati Tlc obsoleti e fuori norma;

•    l’eventuale sussistenza di profili di responsabilità erariale ed amministrativa derivanti dalla mancata attivazione di Enet 2 e dalla prosecuzione dei contratti di proroga sulla vecchia infrastruttura.

In un recente messaggio al personale, il nuovo amministratore delegato ha annunciato “nuovi grandi investimenti sulla rete”. In un’ottica di trasparenza, tutela della safety e corretta gestione delle risorse pubbliche, appare indispensabile chiarire preliminarmente lo stato reale della rete Enet2, già completata, collaudata e pagata, e le motivazioni per cui, a distanza di quattro anni, continui a rimanere del tutto inutilizzata.

red - 1271223

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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