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CLARA MOSCHINI

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Libia: bombardato l'aeroporto di Mitiga

Tripoli spaventa la comunità internazionale

Aerei droni hanno bombardato il 17 settembre l'aeroporto internazionale di Mitiga a Tripoli chiuso da 15 giorni per i continui attacchi da parte delle forze del generale Khalīfa Belqāsim Ḥaftar. Tutto il traffico aereo civile è stato dirottato su Misurata.

Anche le truppe di Fayez al Sarraj nei giorni scorsi hanno colpito in modo violento l’Lna (Libyan National Army) allo scalo di Tripoli ed a Qasr Ben Ghashir.
Una condizione che diviene sempre più incandescente e la guerra spaventa tutta la comunità internazionale.

Durante la seconda guerra mondiale la Libia era una colonia italiana, successivamente passò sotto il controllo di Francia e Regno Unito, per poi raggiungere nel 1952 l'indipendenza con la nascita della monarchia "regno di Libia" che finì nel 1969 con il colpo di Stato di Gheddafi che avviò una dittatura fino al 2011: la Nato intervenne ed il colonnello fu ucciso dai ribelli durante la Primavera araba.

Dopo un periodo di forte instabilità che sembrava risolversi con delle elezioni libere nel 2012, il generale Khalifa Haftar effettuò un vero e proprio colpo di Stato osteggiato dalle milizie islamiste che avviarono gli scontri fino alla nascita di due governi separati a Tripoli ed a Tobruk.

L'Onu intervenne nel 2015 per cercare di formare un nuovo governo che potesse riportare all'unità nazionale con Fayez al Sarraj come primo ministro e leader del consiglio presidenziale della Libia.

Lo Stato ha però continuato ad essere diviso a metà: da una parte il governo di Tobruk con a capo Haftar e dall'altra gruppi locali e l’Isis controllano alcuni territori.

Mentre Emirati Arabi Uniti ed Egitto sostengono Haftar, Turchia e Qatar si sono affiancati ad al Sarraj.

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