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CLARA MOSCHINI

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Arabia Saudita: miliardi di dollari spesi in difesa senza successo

I droni più difficili da intercettare dei missili

L'attacco del 14 settembre ai due impianti del colosso petrolifero statale dell'Arabia Saudita è stato uno dei peggiori mai avvenuti (vedi AVIONEWS) da quando nel 1990 Saddam Hussein diede fuoco ai pozzi petroliferi del Kuwait durante la Guerra del Golfo. Riad ha dichiarato il 17 settembre che la produzione di petrolio tornerà alla normalità molto più rapidamente di quanto inizialmente temuto, ma l'accaduto ha scioccato i mercati petroliferi. I miliardi di dollari spesi dall'Arabia Saudita in sistemi di difesa militare progettati principalmente per intercettare ed impedire gli attentati ad alta quota sono falliti nell'impresa di fermare droni a basso costo.

Mentre Putin ha offerto il 16 settembre i suoi S-400 all'Arabia Saudita per incrementare la sua tecnologia di protezione (vedi AVIONEWS), un analista della sicurezza saudita, che ha preferito rimanere anonimo, ha dichiarato su "Reuters": "ciò che è successo rappresenta per noi una sorta di 11 settembre. Dove sono finiti gli armamenti statunitensi per i quali abbiamo speso miliardi di dollari per proteggere il Regno e le sue strutture petrolifere?"

Il principale sistema di difesa aerea saudita è stato per molto tempo il missile terra-aria americano a lungo raggio "Patriot" (MIM-104), che intercettò con successo le armi balistiche lanciate dagli "Houthi" nelle città saudite da quando una coalizione è intervenuta nello Yemen nel 2015.  Ma visto che i droni ed i razzi da crociera sono piccoli, volano più lentamente ed a quote più basse, sono più difficili da rilevare dai radar anche perché non sprigionano lo stesso calore di un missile a lungo raggio.

Jorg Lamprecht, amministratore delegato e co-fondatore di "Dedrone", società che si occupa di sicurezza aerea statunitense, ha affermato che esistono tecniche più efficaci per gestire i droni: occorre una combinazione di rilevatori di radiofrequenza e radar, oltre a tecnologie "jamming" che potrebbero emettere i segnali radio per interferire con il loro funzionamento.

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